Imola, 18 anni fa: quella sera cambiava per sempre la storia di Vasco

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Sono passati 18 anni dal 20 giugno del 1998, la sera della prima partecipazione di Vasco all’Heineken Jammin Festival di Imola. Davanti a lui 100 mila persone e forse di più, chi lo potrà mai dire. Quella sera la storia di Vasco è cambiata per sempre. Un po’ come successe con il Festival di Sanremo del 1983 o San Siro nel 1990.

Allora, noi fan, vivemmo il concerto di Imola come la più grande celebrazione del Blasco. Una folla sterminata tutta lì per lui, per il suo unico vero concerto di quell’anno. Un’atmosfera di festa unica, incredibile. In pochi ci avrebbero scommesso, eppure accadde. Quello che nessuno, credo, allora capì, è che nulla sarebbe stato più come prima.

Da quel concerto iniziò una storia diversa, finì l’epoca dei tour da aspettare sotto casa ed iniziò l’era dei viaggi. Finì l’epoca di Vasco “artista maledetto” ed iniziò quella del fenomeno di massa. Che piace a tutti o quasi. La stampa iniziò a coccolarlo, gli diedero addirittura, proprio quell’anno, il Premio Tenco. Perché, di fronte a centomila persone, non si può far finta di niente. Se fino al giorno prima era il cantante più famoso d’Italia, dal giorno dopo divenne una mega star. Quasi intoccabile. Iniziò a cambiare la musica e iniziò a cambiare il pubblico dei concerti, sempre meno ritrovo dei fan e sempre più happening per tutti.

Quel cammino è andato avanti fino ad oggi, anno di grazia 2016, l’anno dei quattro concerti romani. Da allora il percorso è stato lineare, quasi sempre. Tutto bene? Sì, certo. Anche se in questi 18 anni è mancato, ma questa è solo una mia opinione, nient’altro, un quarto momento di svolta, necessario per aprire una prospettiva diversa. Quella svolta poteva essere rappresentata dalle dimissioni da rockstar presentate nel 2011… In quel momento sì, lo confesso, mentre tutti erano tristi, ho pensato invece che potesse nascere qualcosa di nuovo. Le dimissioni però sono rientrate e ci ritroviamo ancora a saltare negli stadi. E va benissimo così, sia chiaro. Finché si fa festa va tutto bene.

Però, resta, da un lato la nostalgia per quella notte di Imola… Ma dall’altro anche la nostalgia per tutto quello che c’è stato prima. E che non sarebbe mai più tornato.

La scaletta di quel concerto:
1) Quanti anni hai
2) Sballi ravvicinati del 3° tipo
3) Valium
4) Rewind
5) Nessun pericolo… per te
6) Blasco Rossi
7) Ormai è tardi
8) …Stupendo
9) Medley (Incredibile romantica, Dormi dormi, Una canzone per te, Ridere di te, Laura)
10) Jenny è pazza
11) Sally
12) L’una per te
13) E il mattino
14) Senza parole
15) Vivere
16) Siamo solo noi
17) Mi si escludeva
18) Gli spari sopra
19) Delusa
20) Io no
21) C’è chi dice no
22) Bollicine
23) Gli angeli
24) Canzone
25) Vita spericolata
26) Albachiara

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.