Messina, Riccardo Fogli e l’ultimo concerto

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Pooh in concerto
Foto di Danilo D'Auria

Rientrata a Milano da Messina riesco a mettere ordine alle idee e mano al computer. Non che prima non riuscissi ma diciamo che i piani sono stati un po’ scombussolati. Se non altro per le 13 ore del “viaggio” di andata impiegate per percorrere 700km da Roma a Messina, buona parte dei quali in aereo. Tra falsi imbarchi, cambi di aeromobile per guasti, scioperi e vomitini di graziosi treenni. Tutto sommato però Benedetta, Claudia, Giulia ed io (aka QDM), siamo riuscite a guardare il lato positivo della cosa, perchè in fondo ci siamo divertite rimanendo un giorno intero dentro l’aeroporto di Roma Fiumicino, immerse nel folklore di quelle terre. Così è stato risolto anche il problema di Benny, che ha potuto guardare la partita dell’Italia (avremmo dovuto volare proprio in quelle ore).

Pooh-Messina-concerto

Comunque ne è valsa la pena arrivare fino là. Il concerto siciliano è stato vissuto sulla scia dei precedenti successi, anche se con un palco ridotto e alcuni effetti sacrificati, come il fumo iniziale o la scritta “Pooh”, che non ha bruciacchiato chi si trovava esattamente dove avrebbe dovuto accendersi.
Messina è stata occasione per conoscere il grande ritorno di casa Pooh, il colpo di scena dello scorso settembre, la causa dell’inedita formazione a cinque. Così basta una foto per accendere un momento spassoso, iniziato più o meno così: «Richi sei il migliore!», «Shhh non si dice così, si dice: siete tutti bravissimi però mi piaci tu», scherza (ma non troppo) Fogli, dopo essersi portato le mani sulla fronte. E’ umile e alla mano e ciò che dice lo pensa davvero, lo si capisce da come agli elogi singoli preferisca quelli collettivi, ricordando sempre i suoi compagni d’avventura. Disponibile, spiritoso e serio allo stesso tempo, si racconta senza timori. Così, anche se lo si conosce da cinque minuti o poco più, è facile trovarsi a parlare dei suoi concerti davanti a 500 persone, della sua meravigliosa famiglia o di quella che fu la travolgente storia con “la Nicoletta” (Patty Pravo – ndr), che lo allontanò dai Pooh. E anche quando gli si racconta che c’è chi accende un cero alla “Santa Nicoletta” – come Red Canzian che prese il posto di Fogli dopo l’abbandono del gruppo o come Benedetta, reddiana d.o.c.- lui sta al gioco e si fa una grande risata. Nella sua genuinità è riuscito a farsi volere bene dai fan, trasformandosi da apparente pesce fuor d’acqua a ciliegina sulla torta di questo cinquantennale.

Pooh-Messina-Concerto
Io, Claudia, Riccardo, Giulia, Benedetta.

Dopo questi sei giorni leggeri e intensi, fatti di incontri, risate, fotografie e grandi salti verso il cielo, torno a Milano, con un po’ di amaro in bocca per la breve, ma giusta, durata della prima tranche estiva, perchè l’entusiasmo fatica a spegnersi. Il bilancio è molto più che positivo e di questa scommessa vinta non si può che essere soddisfatti, Pooh per primi, che hanno ritrovato sintonia e benessere, e questo non mi stancherò mai di scriverlo. Vederli così sul palco è una goduria (per fan e non).
Di tornare on the road non vedo l’ora e questo non mi capitava da un po’, il prossimo appuntamento è molto più vicino di quanto si creda.

Grazie ragazzacci, a presto!

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.