Ma Ma. Tutto andrà bene. Esageratamente

Combattere la malattia, creare la vita, cantarci sopra

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Ma Ma – Tutto andrà bene
di Julio Medem
con Penelope Cruz, Luis Tosar, Asier Etxeandia, Teo Planell, Anna Jiménez.
Voto 6

Diciamo che nel titolo ci sono due film. Il primo Ma è la storia coraggiosa di Magda che affronta un nodulo che si rivela un tumore, che comporta la perdita del seno destro, che sembra curato e vinto, che diventa una metastasi, che la condurrà a morte. Magda lo affronta da par suo come affronta la crisi, la disoccupazione e il compagno che la lascia sola con il figlio per una donna più giovane. Questo film ha un andamento lento, dolce, anche commovente, ma non concede troppo al melò. Il secondo Ma è la strabiliante somma di coincidenze tristi che avvolgono il primo Ma: mentre assiste a una partita del figlio il giorno che le hanno diagnosticato il tumore Magda viene avvicinata da un osservatore del Real Madrid che pronostica al ragazzino un destino da calciatore professionista, poi raggiunto da una telefonata crolla:  figlia morta e moglie in coma. Magda lo frequenterà, da ospedale a ospedale, durante la chemioterapia fino a innamorarsi. Ma c’è anche il dolente ginecologo amico che non si decide ad andare a prelevare nella lontana Siberia un’orfana per adottarla, e il fantasma dell’orfana siberiana attraverserà l’immaginario di Magda mentre si avvia a morire tra l’osservatore disperato e il ginecologo che ogni tanto sfodera doti di cantante melodico. In certi momenti Medem sembra voler sfidare se stesso a uscire da gorghi di coincidenze dolorose che sfiorano il ridicolo. È la vita si dirà. Questa storia di vite che si spengono e si riaccendono fa un uso del kitsch dei sentimenti, un codice dell’esagerazione.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori