Conspiracy. Hanno rovinato il regista…

Avvocato adultero per incastrare cattivo entra in sceneggiatura pessima

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Conspiracy – La cospirazione
di Shintaro Shimosawa
con Al Pacino, Anthony Hopkins, Josh Duhamel, Alice Eve, Glen Powell.
Voto 5

Giusto per aiutare lo spettatore che potrebbe avere un attacco di mal di mare, c’è un giovane avvocato con problemi matrimoniali che si ritrova servito su un piatto d’argento la prova per incastrare a vita un supercapitalista dell’industria farmaceutica incarnato da Anthony Hopkins: gliela offre l’amante idiota e vendicativa del magnate che per puro caso è stata anche amante dell’avvocato. E benché tutti sconsiglino l’avvocato,  lui si tuffa a pesce nell’adulterio e nel giro delle prove. Poi va dal superavvocato Al Pacino, che scherza, gli regala una battuta shakespeariana (allora Hopkins poteva morderlo, via) e gli fa capire che se la cosa va dritta diventerà ricco, ma se le prove sono state ottenute in modi illegali lo distruggerà. Ovviamente le prove sono illegali, l’amante del magnate è stupida e subito morta, poi c’è in giro un killer moribondo che fa casino, dei cadaveri si spostano, Hopkins guarda in faccia Pacino e si vede che si sono accordati per fregare tutti, anche il regista, quindi deve essere successo qualcosa di terribile agli sceneggiatori perché il protagonista rimbalza come una pallina da flipper alla ricerca di una via d’uscita. Era dai tempi di Basic Instinct 2 che un film non macellava così una trama e una carriera d’attore. Il titolo originale era profetico: Misconduct. Battutaccia sessuale: lui «Sarai esposta», lei «Esponi quello che vuoi»

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori