Queen, ecco la stagione rock nelle ville venete

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Piazzola sul Brenta, festival davanti a Villa Contarini (c) Giò Alajmo 2015

La Gran Bretagna lascia l’Europa, ma la Regina viene in visita in Italia. I Queen sono qui. Stasera gli ex compagni di Freddie Mercury, Brian e Roger, con Adam Lambert nei panni dello scomparso frontman, apriranno il Postepay Sound Festival di Piazzola sul Brenta (pochi chilometri a nord di Padova) nell’unica data italiana del loro tour che già passò al Forum di Assago con successo l’anno scorso.

Il Nordest è abituato ormai ad ospitare grandi eventi rock nei suoi spazi più belli. A settembre saranno 40 anni dal famoso (e ovviamente contestato) concerto di Paul McCartney con i Wings in piazza San Marco a Venezia, ma tradizione vuole che le più belle ville delle famiglie dogali della Serenissima diventino periodicamente scenario d’eccezione: Villa Manin a Codroipo in Friuli, dove si esibirono da Dylan a Springsteen a Bjork ai Kiss, Villa Pisani a Stra (Venezia), e soprattutto Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova), una delle piccole Versailles italiane, il cui spazio antistante, un piazzale circolare circondato da colonne palladiane, da anni ospita grazie all’organizzazione Zed di Diego Zabeo una delle più interessanti e qualificate rassegne rock italiane.

Queen (c) Giò Alajmo 2015
Queen (c) Giò Alajmo 2015

Si parte dai Queen che, a dispetto di quanti sono convinti che la scomparsa di un interprete e autore debba anche fermare in eterno la sua musica (Mozart? Mai sentito…) hanno trovato in Adam Lambert un interprete adeguato e credibile delle canzoni create con Mercury. Il risultato è un grande show che utilizza tutti gli elementi necessari a ricreare l’atmosfera, dai costumi agli atteggiamenti, per poi diventare puro rock con l’ausilio di un giovane cantante che ha la voce, il fisico e la gaiezza giusti per essere credibile. Non un sostituto. Un omaggio con l’intento di restituire vita ai brani di Mercury e May com’erano, a differenza di altre scelte fatte in passato. Freddie e soci in Italia non vennero mai. A me toccò andare a vederli in Svizzera, mentre molti cercavano di portarli all’Arena di Verona. Ma erano tempi difficili con costi spropositati. Non si fidarono. Accettarono un passaggio a Sanremo dove litigarono subito con la Rai che aveva imposto loro il playback e sul palco ne fecero di tutti i colori. Ma accettarono anche di fare “i tavoli” come a un matrimonio, andando a due a due a incontrare coppie di giornalisti seduti ai tavolini dell’hotel Royal per raccontare il loro nuovo disco, ispirato al film “Metropolis” di Fritz Lang, con quella “Radio GaGa” che poi ispirò Stefanie Germanotta per il suo pseudonimo Lady GaGa.

Joe Bonamassa
Joe Bonamassa

Ma torniamo a Piazzola dove il programma vedrà venerdì 1 luglio di scena i Lacuna Coil, pronti a portare dal vivo i brani del nuovo album “Delirium”, sabato 2 non più Paolo Conte (spostato a venerdì 8) ma la partita Italia-Germania su megaschermi fra intrattenimenti vari, il 5 Max Pezzali e per compensare il 7 le Sex Pissed Dolls, punk rock band britannica tutta femminile ampiamente ispirata ai Sex Pistols.

Peccato sia saltato l’8 e 9 luglio quello che sarebbe stato un evento imperdibile per gli amanti del Progressive Rock con due giorni di festival dedicato alle band storiche del genere. Close to the Moon Prog Fest avrebbe dovuto ospitare il venerdì Alan Parsons Project, Adrian Belew Trio in omaggio a David Bowie, Hawkwind, Caravan e Focus e   sabato Family, Procol Harum, l’ex tastierista degli Yes Rick Wakeman, la chitarra storica dei Jethro Tull Martin Barre e i Soft Machine con Keith Tippett. Ma proprio questa sera l’organizzazione Schiolife ha annunciato l’impossibilità di portare a termine il progetto attribuendone la responsabilità a problemi sorti con la Zed che ha smentito in un serrato scambio di comunicati. Alla cosa seguirà un probabile contenzioso, mentre si dovrà procedere al rimborso dei biglietti.

L’11 luglio tornerà comunque la musica con il doppio evento con Lionel Richie e gli Earth Wind & Fire, il 12 Mika che per molti che lo conoscono solo come giudice di X Factor sarà sicuramente una sorpresa, e mercoledì 13 Neil Young con i Promise of the Real, la band del figlio di Willie Nelson, Lukas. Il cantautore canadese promette un concerto diviso in due parti, elettrica e acustica, con una scaletta adattata a ogni singolo concerto, e un’ampia rivisitazione dei suoi classici del passato.

Il 14 toccherà al blues elettrico di Joe Bonamassa, uno dei migliori interpreti del genere, in un omaggio ai suoi eroi britannici, Eric Clapton, Jeff Beck, Jimmy Page, tre dei quattro “Cavalieri dell’apocalisse” (con Peter Green) raccontati da Max Stefani nel suo ultimo libro sul rock.

Il 16 torna sulle scene Elton John dopo l’uscita del nuovo album “Wonderful Crazy Night”, il 17 un altro ritorno interessante, gli Skunk Anansie di Skin, e sempre in tema di “a volte ritornano” ecco il 19 sul palco i ricostituiti Simply Red di Mick Hucknall in pieno tour d’addio a 25 anni dall’esordio, chiamati a chiudere la rassegna padovana.

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David Gilmour (c) Giò Alajmo 2006

Tre settimane intense insomma per chi vuole farsi un ventaglio di proposte diverse in breve tempo, in alternativa o integrando ciò che accade all’Arena di Verona dove il 10 e 11 luglio arriverà David Gilmour, il 25 i Kraftwerk (sempre che non vi interessi il 4 Il Volo), o Villafranca Veronese, con i Whitesnake il 14 nel castello scaligero dopo i Subsonica (l’8), per non dimenticare gli Iron Maiden a Trieste il 26 in piazza Unità d’Italia.

Giò Alajmo

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Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.