Piazzola si inchina di fronte ai Queen

5841
0

21,20. Le luci vengono spente all’interno dell’Anfiteatro Camerini. A coprire il palco, un telo con il simbolo dei Queen su cui vengono proiettate delle luci viola. Un’attesa lunga quasi mezz’ora.
21,45. Le note di Flash, le immagini di Brian May, Roger Taylor e Adam Lambert che percorrono il corridoio che dai camerini li conduce al palco.
The hero. Il velo all’improvviso viene ritirato e mostra al pubblico i Queen. L’attacco con One vision e non si sarebbe potuto registrare un inizio migliore per il Postepay Sound, festival che quest’anno porterà a esibirsi a Piazzola sul Brenta un cast di soli numeri uno.
«Buonasera Italia e grazie per avermi accettato questa sera», sono queste le parole con cui si presenta Adam Lambert, perfettamente a suo agio nel suo ruolo. Smettere di suonare dal vivo un repertorio come quello dei Queen sarebbe un reato e la band sembra aver trovato in Lambert il “discepolo” perfetto di Mercury. Una voce potentissima, tecnicamente perfetta e una grande presenza scenica. Ma, soprattutto, una voce molto diversa da quella di Mercury e nessun tentativo di imitazione.
Lambert scherza sul suo ruolo, gioca con il pubblico, si atteggia da star, ma senza mai oltrepassare il limite del “lecito”.
Al suo fianco, le due colonne Brian May e Roger Taylor, che per l’occasione ha portato in tour il figlio Rufus Tiger, batterista dei Darkness.
La scaletta è un susseguirsi di successi: Another one bites the dust, Don’t stop me now, Somebody to love. Le dediche a Freddie Mercury sono continue e diversi sono i video che lo vedono duettare con Lambert e May.
Il momento di maggior impatto emotivo, la bellissima versione di Love of my life, chitarra e voce. Voce di Brian May e voce del pubblico, unito in un solo coro. A seguire, A kind of magic, questa volta affidata alla voce di Roger Taylor, con il figlio alla batteria. L’impressione è che i ragazzi sul palco si divertano molto. Che non temano più il confronto con i “vecchi” Queen, ma abbiano solo la voglia di riportare in giro un repertorio che merita di essere conosciuto. Il pubblico è eterogeneo: comprende tanto i ventenni che non hanno mai conosciuto Mercury, quanto i settantenni, coetanei di Brian May. Ed è proprio lui il collante della band: preciso, pulito, intenso. L’anima (ossimorica) dei Queen: tanto imponente nella presenza scenica, quanto riservato, a tratti quasi timido, nella riuscita dello spettacolo. Lo spettacolo dei Queen, della band “Queen”, in cui Brian May conta tanto quanto gli altri elementi della band.
I giochi di luce sono tra gli effetti che rendono ancora più spettacolare e imponente il concerto. Quindi, i due maxi schermi laterali e una grande Q alle spalle della band, mentre i led e una palla stroboscopica vanno a caratterizzare i singoli pezzi. Il passaggio più riuscito, almeno dal punto di vista “visivo”, uno spazio strumentale di Brian May, in cui il chitarrista viene portato a suonare a diversi metri da terra, sorretto da un piedistallo trasparente, circondato da immagini raffiguranti l’universo, nato grazie al suono della sua chitarra.
Ed è in questi frammenti che l'”eccesso” dei Queen emerge con maggior prepotenza.
Penultimo pezzo del concerto, Bohemian rhapsody, in cui Lambert duetta con Freddie Mercury, le cui immagini vengono proiettate sui maxi schermi e la cui voce risuona all’interno dell’Anfiteatro. Ennesima occasione in cui Lambert dimostra di essere un istrione, vera sorpresa della serata. Non far rimpiangere uno dei cantanti più talentuosi e amati di sempre è un’impresa, ma non è questo il suo obiettivo. Lambert fa il suo lavoro, non imita. Lambert fa Lambert e ci riesce alla grande.
Quindi, Radio Ga Ga e i due bis, We will rock you e We are the champions, sulle cui ultime note si scatena il lancio di coriandoli dorati, per celebrare l’ennesimo successo della band britannica.
I Queen chiudono trionfalmente la tranche europea del loro tour, con un’unica data italiana. La speranza è che sia un arrivederci.

La scaletta del concerto

  1. Flash
  2. The Hero
  3. One Vision
  4. Hammer to Fall
  5. Seven Seas of Rhye
  6. Stone Cold Crazy
  7. Another One Bites the Dust
  8. Fat Bottomed Girls
  9. Play the Game
  10. Killer Queen
  11. Don’t Stop Me Now
  12. Somebody to Love
  13. Love of My Life
  14. A Kind of Magic
  15. Drum Battle
  16. Under Pressure
  17. Crazy Little Thing Called Love
  18. I Want to Break Free
  19. I Want It All
  20. Who Wants to Live Forever
  21. Last Horizon
  22. Tie Your Mother Down
  23. Bohemian Rhapsody
  24. Radio Ga Ga

Bis:
25. We Will Rock You
26. We Are the Champions

CONDIVIDI
Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.