“631”: i Pooh protagonisti di un thriller

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Sei occhi, tre prospettive, un posto vuoto, è questo il titolo completo dell’ultimo libro di Cristiano De Liberato, milanese, classe 1960. Nel 2006 scopre che la passione per la scrittura si può concretizzare, pubblicando il primo racconto, un giallo poliziesco ispirato ai fatti dell’11 settembre. Da sempre fan dei Pooh, tre anni dopo, con l’uscita di D’Orazio dal gruppo, nasce in lui l’idea interessante e originale per 631: «L’uscita dal gruppo è stato l’atto scatenante. Come spesso mi accade alcuni fatti della realtà mi colpiscono talmente tanto che poi qualche parte di me si inventa storie, in questo caso ha prevalso la mia vocazione da giallista».
È il 1980 quando in un’autunnale mattinata milanese viene ritrovato il corpo di una ragazza, la caparbia volontà e l’intuizione dell’ispettore incaricato del caso lo portano a collocare l’omicidio in un quadro più ampio, legato ad altre morti irrisolte. Tutte le situazioni sono legate da un inquietante fil rouge: la vicinanza ad uno dei più importanti e famosi gruppi italiani, i Pooh.

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Red, Dodi, Roby e Stefano non fanno solo da sfondo alla vicenda ma sono parte integrante del giallo, tanto che, garantisce l’autore, «per esempio li vedremo essere interrogati in maniera anche piuttosto violenta». Nonostante il racconto sia esplicitamente riferito alla band i nomi dei quattro non sono quelli originali: «Volevo usare i loro nomi veri perché gli pseudonimi che usano sono molti radicati, ma Stefano è l’unico che non ha mai utilizzato uno pseudonimo, quindi per uniformità ho creato nomi nuovi ma perfettamente riconducibili. Tra le prime pagine c’è anche il disegno di un biglietto per uno spettacolo dei Pooh». Cristiano spesso arricchisce i suoi libri con disegni, questa passione l’ha sviluppata da ragazzino quando gli misero tra le mani un libro di Jules Verne.

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Non so se Cristiano De Liberato sia prima fan dei Pooh o prima scrittore, la cosa certa è che questo thriller deriva dall’affetto che ha per il gruppo, seguito da sempre, ma solo a Milano. «Non sono mica fan sfegatato come voi», dice ridendo rivolgendosi a me e pensado al mio gruppo.
«Quando ho saputo di Stefano sono rimasto spaesato, mi sono sentito orfano. Superata questa fase un po’ triste mi sono detto che volevo fare qualcosa per loro, qualcosa che rimanesse. Così è nata l’idea del libro; sono finalmente soddisfatto, ho fatto qualcosa anch’io per la storia di questo gruppo. Oltre ad essere un gesto d’affetto è una vera celebrazione fatta a mio modo. E’ inoltre un riconoscimento verso i fan ma anche un libro per chi fan non lo è, tutti possono comprenderlo benissimo».
Cristiano da qualche tempo si dedica totalmente alla scrittura, che è diventata un vero e proprio lavoro,«anche se lavoro è riduttivo e stridente, è una passione», ci tiene a precisare. I suoi libri, 631 compreso, sono disponibili su tutte le librerie online e in qualche libreria fisica (qui il link). Per curiosare tra la sua produzione e leggerne qualche pagina basta andare sul suo blog: cristianodeliberato.it
“Ciò che stai per leggere è opera di fantasia. Alcuni riferimenti, a fatti realmente accaduti, sono citati esclusivamente per ragioni di finzione scenica. I personaggi invece, beh, qualcuno di loro esiste veramente..”
Incipit, Sei occhi, tre prospettive, un posto vuoto

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.