Cosa rappresenta Springsteen per una fan del Liga

In attesa della replica di stasera a San Siro e del concerto al Circo Massimo, ecco alcune considerazioni scritte "di pancia" da una fan del Liga che non ha mai visto un concerto del Boss, ma che lo ama da impazzire.

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Nella vita, ognuno ha delle particolari inclinazioni. E la cosa migliore è che nessuno può indicartele, ma sei solo tu che sai nel profondo quali esse siano. Ho sempre saputo di non avere la stoffa dell’artista, ma l’arte – la musica in modo particolare – ha segnato da sempre la mia vita.
Ho ascoltato musica sin da piccola, partendo dai cantautori “classici” come De Gregori, Guccini e De Andrè, fino a quella che poi è diventata la mia strada, il rock, e più in particolare, Luciano Ligabue, che è parte integrante di tutto ciò che è adesso la mia vita, grazie ai legami che si sono creati nel tempo e alle emozioni vissute in vent’anni di “fedele servizio”.
Cosa c’entra tutto questo, vi chiederete, con Bruce detto il Boss? (ma attenti a chiamarlo così perchè lui proprio non ama questo soprannome). Beh, il legame è veramente semplice. Quando ti avvicini a quel tipo di emozione, di empatia, di forza che un determinato tipo di musica trasmette, inevitabilmente cerchi tutto ciò che ti può regalare quel tipo di emozione.
È noto a tutti i fan di Luciano (e non solo) la stima che ha nei confronti di Bruce, a cui è stato talvolta paragonato, soprattutto all’inizio della sua carriera, con epiteti come “Il Boss della Bassa”. E non si può negare l’influenza e il carisma che il musicista del New Jersey ha avuto su di lui. Poi i tempi sono cambiati, le carriere si sono evolute, ma mi è rimasto addosso il fascino di quei rimandi, quei riferimenti così chiari e quelle prese di distanza, allo stesso tempo, da qualcosa di bellissimo ma lontano, anche geograficamente.
E allora, quando avevo circa 15 anni, ho iniziato a studiarmi bene la carriera di Bruce, tutto ciò che ha fatto in trent’anni e oltre di splendida musica. Ho scoperto un uomo vero, un artista straordinario, che ha un rapporto unico col suo pubblico. Un cantante che è molto di più di questo. Un uomo che regala attimi di magia pura chiamando sul palco alcuni fortunati dal pubblico sulla note di Dancing in the dark, che fa ballare una bambina di appena 4 anni e le fa cantare Waitin on a sunny day e la prende sulle spalle divertendosi come un ragazzino. Perchè ciò che rende speciale Bruce, non è solo il suo immenso talento, l’aver superato momenti bui tornando a regalare sorrisi sul palco, essere sempre e costantemente dalla parte dei più deboli. È il suo essere un meraviglioso Peter Pan, colui che per quasi 4 ore di concerto realizza ogni tuo desiderio.
In questi giorni in cui Bruce è in Italia per tre concerti fra Milano e Roma (la prima serata allo Stadio San Siro, semplicemente straordinaria, è andata in scena l’altra sera), ho letto di tutto. Chi ha raccontato le emozioni del primo concerto, chi sogna, come me, di vederlo dal vivo, e altro ancora. Ma un pensiero è unanime: un concerto di Bruce, sicuramente, non potrai mai dimenticarlo. E so già che,  quando avrò questa fortuna, nulla potrà deludermi, dovrò soltanto vivermi la magia. Bruce è un artista serio, che ama davvero il suo pubblico, uno stacanovista delle emozioni. Sa di essere amato, e sa ricambiare tutto questo amore. Personalmente, non solo faccio parte di chi lo ama, ma sono fiera dell’amore che riceve ogni volta che giunge in Italia, che gli ha regalato uno dei suoi 5 migliori concerti della sua carriera, come ha ammesso Bruce, proprio allo Stadio San Siro. Scelgo le parole che lo stesso Luciano, ieri sera presente al concerto, ha usato per parlare di Bruce, sulla sua pagina facebook, per spiegare ciò che suscita anche in un artista di esperienza come lui:
«La sensazione che ho sempre avuto su ‪#‎BruceSpringsteen è che, consapevole della fortuna del proprio talento, abbia sempre lavorato tantissimo per dimostrare (o dimostrarsi) di meritarselo. Questo è uno dei motivi per cui lo ammiro. Si è preso un impegno con chi lo segue: dare ogni volta niente di meno del suo meglio. È un impegno che ha sempre mantenuto».
Quando mi chiedono la mia canzone preferita, proprio non riesco a rispondere. Allora, scelgo Because the night, pezzo storico che mi emoziona particolarmente e che Bruce ha regalato all’immensa Patti Smith, ma che reinterpreta spesso dal vivo.

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.
  • ZOO Channel

    Articolo bellissimooo! Anch’io sono un grandissimo fan di Ligabue e sogno, come te, di vederlo dal vivo…