Il piano di Maggie. Vivere nel post qualcosa

Commedia di Miller alla Baumbach, cioè post Allen. Insomma, antropologica

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Il piano di Maggie 
di Rebecca Miller.
con Greta Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke, Bill Hader, Maya Rudolph, Travis Fimmel, Wallace Shawn, Alex Morf
Voto 7

C’è Greta Gerwig che vuole fare un figlio con il giovane imprenditore genio di una startup di cetrioli (cioè uno sballatone tenero che ha messo in piedi una piccola aziendina di cetrioli cotti e inscatolati), ma lo vuole fare non alla vecchia maniera, ma attraverso la donazione dello sperma, per non essere troppo coinvolta. L’ironia è che finisce incinta, alla vecchia maniera, di uno scrittore indeciso e nevrotico che la sposa ma poi vuole fare marcia indietro e tornare alla moglie arpia (davvero?) che in fondo è anche la madre dei suoi figli e la sua prima fonte di ispirazione. Rebecca Miller ha confezionato una commedia femminile distonica, garbata e così su misura per la Gerwig che viene il dubbio che la Miller sia un alter ego  del marito della Gerwig, cioè il post alleniamo Noah Baumbach. Anche la Miller ci racconta una New York che sembra quella abitata solo da intellettuali di Allen, ma è una New York in una dimensione, anche temporale, parallela e alternativa. E infatti si studiano così tanto gli individui che tutto ruota in realtà attorno a una branca dell’antropologia che cerca di farsi romanzo…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori