Calcutta conquista «l’Isola che c’è» di Villa Ada a Roma

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Grande successo per la prima giornata di Roma Brucia, festival che promuove la musica romana, nello scenario di Villa Ada a Roma. Si inizia a suonare dalle 18 e sui palchi si susseguono diverse realtà musicali, tra cui Giancane, John Canoe o il rapper Lucci, ma ascoltando i commenti dei numerosi fan, tutti aspettano l’esibizione di Calcutta. Al cantautore di Latina (di cui ho parlato anche qui) spetta infatti il compito di esibirsi come headliner, grazie soprattutto al successo raccolto negli ultimi mesi per il suo album Mainstream. L’atmosfera che si respira durante tutto il pomeriggio è a tratti surreale. Verso le 19, infatti, l’organizzazione annuncia un inaspettato sold out, interrompendo la vendita dei biglietti. Per centinaia di fan che si erano recati all’evento non considerando tale eventualità inizia una vera e propria caccia al biglietto, correndo e chiedendo a chiunque se vendesse il proprio. Immagini che ricordano i concerti di grandi artisti internazionali e non di certo quello di un giovane artista che fino a qualche tempo fa era sconosciuto ai più. I fortunati che sono riusciti ad entrare hanno comunque dovuto aspettare le 23 per vedere Calcutta uscire sullo stage principale.

La sua prima reazione alla vista di così tanto pubblico è uno spontaneo “Oh cazzo!”, che fa capire come nessuno si aspettasse un tale fermento. Durante tutta l’esibizione il pubblico da il meglio di sé, a tratti le voci degli spettatori sovrastano quelle del cantante, che appare evidentemente emozionato. Calcutta dal canto suo è uno show nello show: prima di ogni canzone parla e scherza commentando la serata, dedicando brani ad amici spagnoli o sostenendo come sia invidioso di Rihanna. Un’ora di musica in cui esegue tutto l’ultimo album, con le hit Frosinone, Cosa mi manchi a fare o Gaetano, ma anche il suo primo lavoro Forse…, allietando anche i primissimi sostenitori. Per chiudere il concerto due belle sorprese: la prima è l’esecuzione di Oroscopo insieme a Tommaso Paradiso, leader dei TheGiornalisti, grande amico di Calcutta e di cui sostiene di essere fortemente innamorato, la seconda è una versione chitarra e voce di Cosa mi manchi a fare che il pubblico canta a squarciagola. Come sostiene il suo bassista durante l’esibizione, Calcutta non è la solita pop-star convenzionale, forse perché non vuole fare un selfie insieme al pubblico come fanno tutti. La realtà è che live dopo live, il suo seguito cresce sempre di più, dietro al suo lavoro c’è un’organizzazione e un progetto preciso e quella che sembrava una sporadica faccenda è diventata una solida certezza.

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Vincenzo Cozzolino
Nato nel 1995 nella terra degli Etruschi, ma nel mio sangue scorre il fuoco del Vesuvio. La musica fa parte della mia vita fin da quando, da bambino, mio padre mi fece conoscere Freddie Mercury. Dal 2014 organizzo uno dei festival musicali alternative più famosi del centro Italia. Passo il tempo suonando il basso e guardando le mie serie tv preferite.