The conjuring- Il caso Enfield. Tocca agli inglesi

Il Male in trasferta. Casa e ragazzina infestata in UK

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The Conjuring – Il caso Enfield
di James Wan
con Patrick Wilson, Vera Farmiga, Madison Wolfe, Frances O’Connor, Lauren Esposito.
Voto 6 e 1/2

Ancora James Wan alla regia per il sequel di L’evocazione. Stessa coppia molto americana, lei vestita da puritana, lui tra il predicatore e il basettone quasi-Elvis, che affrontano il paranormale affiancando (in forma ufficiosa) la Chiesa come era già successo ad Amityville (horror). Stavolta la trasferta è in Inghilterra, anni Settanta, dove una madre sola e senza soldi si ritrova la vita rovinata dallo spirito di un pensionato morto sulla vecchia poltrona a dondolo trovata in casa. Lo spettro  è tornato dalla tomba ed è scocciato di non trovare la famiglia. Per cui invasa la ragazzina più sensibile di casa. E inizia la solita giostra, quasi rassicurante: rumori, cose che si rompono, apparizioni nella notte, fenomeni telecinetici, scontro finale tra il Bene e il Male, che come al solito non è quello che ci si aspetta. Il film sì, è quello che ci si aspetta, molto tradizionale, misurato, cadenzato anche con eleganza negli spaventi (pochi e poco spaventosi): sembra piuttosto la citazione continua dell’horror del tempo che fu e forse non fa orrore, lascia il tempo di pensare: perché le entità malevole passano la loro vita a perseguitare i buoni? Perché si manifestano sempre di notte, come incubi per bambini? Perché prediligono i poveri alle prese con affitto e bollette? Perché la sensazione finale è che tra un po’ anche il Male chiederà l’8 per mille sulle tasse? Che si sia addomesticato? Gliel’hanno detto che dopo l’Esorcista gli indemoniati a livelli duri lavorano in politica, finanza e terrorismo?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori