30 anni fa a Wembley: il concerto “perfetto” dei Queen

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Esiste il concerto perfetto? 30 anni fa, in quel di Londra, facendo pagare meno di 15 sterline, i Queen ci sono andati vicino. Prendete il vecchio stadio di Wembley, che ora è stato demolito, riempitelo di spettatori fino all’ultimo centimetro disponibile. Poi agitate con cura e fate salire sul palco nientemeno che i Queen dell’epoca d’oro.

La notte del 12 Luglio 1986 è passata alla storia per il mitico live dei Queen a Wembley: doppio concerto per l’esattezza, visto che avevano suonato anche il giorno prima. Due show, entrambi sold-out, che alcuni considerano i live più incredibili mai messi in scena. Un’esperienza indimenticabile per chi c’era.

Gia un anno prima,  in occasione del Live Aid del 1985, sempre a Wembley, i Queen avevano regalato una prestazione fantastica (seppur di una mezz’ora soltanto).

Una lunghissima giornata, quella di 30 anni fa, che iniziò nel pomeriggio con le esibizioni degli INXS, The Alarm di Mike Peters e gli eterni Status Quo. È pomeriggio inoltrato ormai, quando un elicottero sfreccia sopra la folla di Wembley: i Queen sono arrivati, l’attesa sta per finire.1986-07-11

Gli accordi iniziali di One vision rompono il ghiaccio: l’esplosione di rock è appena iniziata. Il fumo si dipana ed ecco Freddie Mercury con al suo fianco Brian May. I brani scivolano velocemente: inutile dire dell’ottima sintonia tra i membri della band. Due ore di rock intenso.  Nella parte centrale i momenti più dolci e toccanti con Love of my life e alcune cover,  come Tutti frutti e Gimme some lovin. Da sottolineare anche il momento dell’assolo di Brian May, che ricorda a tutti di non essere un chitarrista da poco.

E poi la parte finale con Bohemian rhapsody, sicuramente il momento più intenso. Ma anche la presentazione di Who wants to live forever viene vissuto dal pubblico con la pelle d’oca, e con l’eccitazione della “prima volta”. A chiudere la serata We will rock you, We are the champions e poi l’inno inglese God save the queen con l’incoronazione di Freddie Mercury, autentico re della serata.

Freddie è un animale da palcoscenico: scherza sempre col pubblico, col quale a metà serata si mette a duettare. Come hanno detto di lui David Bowie e Mick Jagger: “Freddie è l’unico che riesce a coinvolgere e a far battere le mani all’ultima fila di Wembley.”

C’è anche il tempo di smentire le voci di un loro scioglimento. E Freddie lo fa con grande ironia. “Ci sono stati alcuni rumors secondo i quali staremo per scioglierci. Stanno parlando col loro c..o”, dice Freddie. “Quindi dimenticate quelle voci, staremo assieme finché, cazzo, non saremo morti, ne sono sicuro”.

Come ha ricordato Brian May: “I concerti di Wembley nel 1986 sono stati il culmine per noi. Con Freddie avevamo sviluppato questo modo fenomenale di rapportarci col pubblico dello stadio. Essere a casa a Londra a suonare due notti col tutto esaurito è stata una grande occasione per noi. Nessuno di noi si rese conto che questa sarebbe stata quasi l’ultima volta che avremmo suonato insieme…”.

Se oggi possiamo rivedere comodi sul divano di casa questo spettacolo di musica rock in DVD, lo dobbiamo anche a Gavin Taylor, il regista che per l’occasione ha utilizzato ben 15 telecamere e un elicottero per catturare le riprese aeree. A questo si accompagna un fantastico impianto di illuminazione e lo schermo più grande col quale la band avesse mai suonato.

Sono passati esattamente trent’anni. Da allora è cambiato tutto. I Queen esistono ancora, con Brian May che ne porta avanti il nome, nonostante John Deacon abbia deciso di non farvi parte (forse giustamente). Il più grande assente è sicuramente Freddie Mercury, che nel corso degli anni è stato più volte sostituito. Ma il problema è proprio questo: come è possibile sostituire un animale da palco come Freddie?

SETLIST

One Vision

Tie Your Mother Down

In The Lap Of The Gods … Revisited

Seven Seas Of Rhye

Tear It Up

A Kind Of Magic

Under Pressure

Another One Bites The Dust

Who Wants To Live Forever

I Want To Break Free

Impromptu

Brighton Rock Solo

Now I’m Here

Love Of My Life

Is This The World We Created

(You’re So Square) Baby I Don’t Care

Hello Mary Lou (Goodbye Heart)

Tutti Frutti

Gimme Some Lovin’

Bohemian Rhapsody

Hammer To Fall

Crazy Little Thing Called Love

Big Spender

Radio Ga Ga

We Will Rock You

Friends Will Be Friends

We Are The Champions

God Save The Queen

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Alessio Bardelli
Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.