La «spirituality» di Juri Camisasca e Rosario Di Bella

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Succede così. Succede che un disco così interessante rischi di passare nel dimenticatoio in men che non si dica. Siamo succubi della velocità, del divorare tutto e niente. Quando Tiziano Terzani scrisse Un indovino mi disse spiegò come e perché nel giro di un anno riuscì a vedere e osservare cose mai viste in decenni di permanenza nelle zone asiatiche. Semplice: costretto a non utilizzare l’aereo, dovette affidarsi a treni e navi per proseguire la sua attività di reporter. Una fortuna, mai sarebbe riuscito a cogliere l’essenza delle cose.
E Cogli l’essenza è giusto uno dei brani di Spirituality, disco cofirmato da Juri Camisasca e Rosario Di Bella. Un album da ascoltare piano, interamente e che i più fortunati hanno avuto occasione di ascoltare anche dal vivo nei concerti di Ragusa e Palermo: i due saranno ancora sul palco il 31 luglio 2016 a Taormina in apertura del «Battiato e Alice Tour».
Abbiamo raggiunto al telefono Juri Camisasca, ricordando qualche occasione vissuta in quel di Milano, come quel primo disco La finestra dentro che lo lanciò nel mondo della canzone d’autore: «Erano altri tempi, oggi vivo molto in solitudine e nel silenzio, quando devo affrontare il contatto con la metropoli avverto un caos tremendo. Non c’è uno spazio per se stessi, le persone sono proiettate all’esterno. Non so se le condizioni di decenni fa erano più favorevoli, di sicuro siamo in regresso, non ho la tivù ma a volte mi documento attraverso internet. Osservando alcuni show televisivi vi trovo una volgarità incredibile e insopportabile».
Spirituality nasce come punto di incontro tra due personalità con un trascorso diverso, eppure con tanti punti di contatto, a cominciare dalla spiritualità che è in ciascuno. Camisasca ha percorso intensamente il cammino del nomade alla ricerca di una verità, per cercare Il sole nella pioggia, una delle canzoni dell’album, a suo tempo cantata da Alice. Rosario Di Bella, per parte sua ha un passato di canzoni, fino a diventare musicista per le sonorizzazioni di Voyager, la trasmissione Rai di Giacobbo.
«Entrambi viviamo a Milo» precisa Di Bella «ma non ci si frequentava, è successo che Camisasca abbia espresso desiderio di un lavoro comune. Io stavo lavorando su più progetti, uno di questi era un disco sugli arcangeli con testi di Adriano Buldrini. Disco che ho sospeso, anche se un paio di brani, Gabriel e Uriel, li ho fatti entrare in Spirituality».
Dalle canzoni scritte o cantate insieme (l’iniziale Pace, che potrebbe essere il singolo, Space and flowers e la già citata Cogli l’essenza) a quelle firmate da ciascuno il percorso non si interrompe. «Crediamo di aver realizzato un lavoro omogeneo» conclude Camisasca «succede anche con il brano finale che dà il titolo a tutto il lavoro. Qui il testo arriva solo dopo sette minuti di musica strumentale dove ognuno ha inserito le sue influenze, le mie per esempio vanno cercate nella musica cosmica tedesca e in Terry Riley. Lo conoscete?».

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).