Santana a Cividale del Friuli: ballando sotto la pioggia

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Foto: Andrea Giovannetti

Il cielo sopra il Parco della Lesa di Cividale del Friuli non promette nulla di buono, per tutto il pomeriggio le voci di un possibile rinvio si rincorrono, ma nonostante i nuvoloni sono in seimila ad attendere il concerto di Carlos Santana e della sua band.
E quasi a voler sfidare il cielo, lo spettacolo inizia con dieci minuti di anticipo, come a dire “se proprio deve piovere almeno cerchiamo di batterla sul tempo”.
Sul palco insieme a Carlos c’è una sezione ritmica spaventosa, capitanata dalla moglie del chitarrista, Cindy Blackman, alla batteria, Benny Rietveld al basso, Karl Perazzo e Paoli Mejías alle percussioni. David K. Matews è il titolare delle tastiere e dell’organo Hammond, alla chitarra ritmica c’è Tommy Antony, mentre le voci sono affidate a Andy Vargas e Bill Ortiz.

L’intro come sempre è quello del mitico concerto di Woodstock, seguito da Soul sacrifice, il ritmo è di quelli che non riescono a farti stare seduto sulla sedia, ma se tutti si agitano nei propri posti, nessuno osa alzarsi per dare libero sfogo alla propria voglia di ballare. Allora serve un aiuto dal palco, e basta uno “stand up” sulle note di Foo Foo e in un attimo tutti sono in piedi, nonostante dal cielo comincino a cadere le prime gocce di pioggia. E’ il tempo di una sola canzone, perchè mentre la pioggia si fa via via più insistente, e nonostante il ritmo trascinante di hit come Corazon espinado, Jin-go-lo-ba, Evil ways, tutti tornano inchiodati ai propri posti, quasi per il pudore di ritrovarsi da soli, in piedi, a ballare.
La band è affiatata e rodata, il latin-rock del chitarrista americano scorre fluido e, tra un assolo di chitarra e l’altro, ogni musicista ha il proprio spazio dove mettere in mostra la propria tecnica eccelsa. Su tutti un assolo di batteria di Cindy Blackman Santana (batterista, tra gli altri, di Lenny Kravitz) di ben cinque minuti, tra le ovazioni dei presenti.

Il temporale si fa sempre più forte, la pioggia inizia ad arrivare anche sul palco, bagnando gli strumenti, e allora tra musica, pioggia e fango, neanche fosse una mini-Woodstock friulana, è lo stesso Carlos a dare il “liberi tutti”, invitando il pubblico ad alzarsi e sentirsi libero di andare sotto il palco per ballare tutti insieme. Che se proprio bisogna prendere la pioggia, almeno facciamolo ballando!
Sono però, putroppo, le ultime battute di uno spettacolo che si va a chiudere con Smooth, hit dall’album Supernatural del 1999, ma che non ha visto eseguiti alcuni dei capolavori da sempre immancabili in scaletta, come Oye como va e Black magic woman.

Un’ora e mezza di grandissima musica e di ritmi trascinanti, volata via troppo presto, che non dà al pubblico neanche il tempo di godere dello show appena finito: appena la band esce dal palco, infatti, si rovescia su Cividale un violentissimo temporale, che costringe tutti al fuggi fuggi con la speranza che ci sarà presto un’altra occasione per poter godere di nuovo, e per intero, di un concerto di Carlos e della sua band.

Questa la galleria fotografica del concerto e, più in basso, la scaletta.

Questa la scaletta del concerto:
1. Soul sacrifice
2. Love makes the world go ‘round
3. Freedom in your mind
4. Maria Maria
5. Foo foo
6. People are you ready
7. Flor d’luna (moonflower)
8. Guajira
9. Jin-go-lo-ba
10. Evil ways
11. A love supreme
12. Corazòn espinado
13. Love, peace and happiness
14. Right on
15. Umi says
16. Smooth

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".