Cell. Spegni lo smartzombie!

Dal cellulare di Stephen King, chiamata per i morti...

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Cell
di Tod Williams
con John Cusack, Samuel L. Jackson, Isabelle Fuhrman, Stacy Keach, Griffin Freeman
Voto 6

Lo dicono sempre le zie col digital divide irrecuperabile (cioè che non sanno usare bene gli smartphone): a furia di stare al cellulare diventerai uno zombie. Stephen King che le zie le ascolta da una vita e vi trova ispirazione, immagina che un brutto giorno un suono in un cellulare trasformi tutti quelli in ascolto in zombie. Idea semplice, efficace. Svolgimento: dopo la prima crisi in un aeroporto dove esplode il mangia-mangia di tutti contro tutti, poi resta il dubbio se riprendere o no una conversazione telefonica, quindi si passa alla versione cellulare di La strada di Cormack McCarthy, e un microgruppo “esemplare” di superstiti della catastrofe (scrittore in crisi, uomo nero comune di buon senso, ragazza, eccetera) si mette on-the-road verso il solito luogo dove la salvezza dell’umanità si potrebbe ancora nascondere. Cose belle: zombie che dormono in gruppo, oceani di zombie, dalla cui bocca escono musiche che sembrano dispersioni radio, molto cimiteriali, come ascoltare di notte canali perduti. E zombie che girano in cerchio a milioni per caricarsi da antenne e diventare a loro volta antenna (qualcosina dei muggiti degli Ultracorpi versione Don Siegel, appena appena…). Il resto, venendo dal versante film-di-zombie, spiace dirlo,  ma è un po’ telefonato…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori