Corea, Zappa, Boulez, una rassegna a Venezia

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Venezia, nell’anniversario del concerto sull’acqua dei Pink Floyd dell’89, sa offrire anche cose inaspettate e particolari. Si può per esempio passeggiare sulla riva delle Zattere verso Punta della Dogana, superare i vecchi Magazzini del Sale della Serenissima e, a pochi passi dal museo Pinault di arte contemporanea, con vista su San Marco, trovare un piccolo storico magazzino restaurato, e assistere assieme a quasi mezzo migliaio di appassionati di musica senza frontiere a uno splendido concerto di Chick Corea in quintetto, primo appuntamento di una rassegna voluta dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova (lui fu uno dei giganti della pittura d’avanguardia del secondo Novecento) e che mette in cartellone dal jazz a Zappa, da Mahler a Riley, mescolando Debussy a Uri Caine, Stockhausen a Boulez, Schoenberg e Reich. Insomma un ventaglio caleidoscopico del secondo Novecento e delle sue riletture curato con curiosità da Mario Messinis, uno dei grandi critici di musica “seria” italiani, già curatore della sezione musica della Biennale di Venezia.

Corea è stato chiamato ad aprire la rassegna con due concerti consecutivi, il primo contenente alcuni omaggi a Bud Powell e una rilettura di “Sophisticated Lady” di Ellington, ma anche composizioni originali che offrivano ampi spazi non solo al suo pianoforte, acustico ed elettrico, ma al talento di Kenny Garrett, Wallace Roney, Christian McBride, Marcus Gilmore, che sono stati con lui protagonisti sul piccolo palco per oltre due ore.
Il secondo appuntamento ha poi completato le dediche a Miles Davis e Horace Silver, mentre il resto della rassegna ripartirà il 28 ottobre con l’omaggio di Giovanni Mancuso a Frank Zappa e Cage, seguito il 29 dalle “23 American Songs” per voce e 14 strumenti di Luca Mosca con la Überbrettl Ensemble diretta da Pierpaolo Maurizzi, Cristina Zavalloni voce, e il 30 Uri Caine in settetto con una rilettira jazz di Mahler.
A novembre gli ultimi tre appuntamenti, il 10 con la pianista Letizia Michielon a interpretare Debussy e la Chironomids Outerspase Group diretta da Giovanni Mancuso, a proporre “Tread on the Trail” di Terry Riley. L’11 il programma si divide tra George Crumb e Karlheinz Stockhausen, mentre la conclusione è affidata alle musiche di Pierre Boulez e Steve Reich proposte dal Jack Quartet, uno dei più aggressivi quartetti d’archi statunitensi, al suo debutto a Venezia.
È un eccellente serie di appuntamenti per disintossicarsi dalla banalità quotidiana guardando oltre.

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Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.