Joe Bonamassa suona Page, Beck e Clapton a Piazzola (racconto e scaletta del concerto)

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“Se non fosse stato per certi musicisti inglesi dei primi anni ’60, il Blues probabilmente non sarebbe mai esploso nella musica Rock che conosciamo oggi”.

Da tale riflessione nasce l’ultimo tour europeo di Joe Bonamassa, che ieri sera ha fatto tappa a Piazzola sul Brenta, unica data italiana, per rendere omaggio ai tre protagonisti della British Blues Explosion, Jimmy Page, Jeff Beck ed Eric Clapton, le cui strade passarono tutte per gli Yardbirds, e ai rispettivi gruppi storici, Led Zeppelin, Jeff Beck Group e Cream.

Capelli impomatati, completo grigio elegante e occhiali da sole, Bonamassa si presenta sul palco dell’Anfiteatro Camerini con un anticipo di circa venti minuti sulla tabella di marcia impugnando una Gibson Les Paul e attacca a suonare Beck’s Bolero, cogliendo di sorpresa il pubblico. Ad accompagnarlo vi sono quattro musicisti d’eccezione: Michael Rodes al basso, Reese Wynans all’organo Hammond e alle tastiere (entrato di recente nella Rock ‘n’ Roll Hall of Fame in quanto facente parte della band di Stevie Ray Vaughan), Russ Irwin alla chitarra e Anton Fig alla batteria (famoso per aver suonato con i più grandi, da Mick Jagger a James Brown, da Joe Cocker a Miles Davis, da Bob Dylan a B.B. King, e per aver lavorato negli ultimi 29 anni come batterista di David Letterman). Il sound complessivo è ruvido e potente, gli arrangiamenti straordinari.

Le scelte musicali sono tutto fuorché convenzionali: le canzoni in scaletta non sono i grandi successi entrati ai primi posti delle classifiche mondiali, ma i brani che hanno avuto maggior influenza sul bluesman. Prima di eseguire SWLABR, Bonamassa racconta di averlo sentito la prima volta da bambino, negli anni ’80, quando il padre gli mostrò una registrazione di un concerto dei Cream del 1968, e di essersene innamorato istantaneamente pur non avendone mai compreso il vero significato.
Nonostante la voce del chitarrista 39enne sia in gran forma, le parti di canto sono limitate. La quasi totalità dei pezzi viene prolungata nelle sezioni strumentali per ospitare assoli di chitarra a volte energici e aggressivi (Boogie with Stu), altre delicati, quasi timorosi (Let Me Love You Baby).

Tra i momenti clou della serata troviamo il medley Tea for One / I Can’t Quit You Baby, l’intro di Black Winter, affidato al solo Bonamassa, e l’encore, una suggestiva performance di Sloe Gin  sotto la pioggia scrosciante con il pubblico radunato ai piedi del palco, finale epico di un concerto unico nel suo genere.

Love, peace and soul

 

SETLIST

  1. Beck’s Bolero / Rice Pudding
  2. Mainline Florida
  3. Boogie with Stu
  4. Let Me Love You Baby
  5. Double Crossing Time
  6. Motherless Children
  7. SWLABR
  8. Tea for One / Can’t Quit You Baby
  9. Little Girl
  10. Pretending
  11. Black Winter / Django
  12. How Many More Times
  13. Sloe Gin
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Greg Marzi
Nato a Venezia, credo nel futuro e in Stevie Wonder.