Addio ad Arpad Kertesz, il fotografo di Renato Zero

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di Emilio Targia

Arpad Kertesz è deceduto a Roma il 15 luglio. Di origine ungherese, dopo alcuni anni di lavoro come modello iniziò a dedicarsi alla fotografia, specializzandosi in ritratti di artisti del mondo della musica. Negli anni ’70 ritrasse gli inizi di Antonello Venditti e di Renato Zero. Con quest’ultimo collaborò a lungo, e firmò le storiche copertine dei suoi primi album, da No mamma no a Invenzioni, da Trapezio a Zerofobia, da Zerolandia a Erozero. Ritrasse poi tra gli altri Loredana Bertè, Mia Martini, Alice, Anna Oxa, Gianna Nannini, Easy Going, Luca Barbarossa, Scialpi e Bobby Solo.
Kertesz fu inoltre il fotoreporter esclusivo del tour italiano di Michael Jackson. Tra le sue opere un libro su Renato Zero edito da Gremese Editore nel 1980 in collaborazione con Dario Salvatori. Nel 2009 ha realizzato una mostra fotografica a Roma, I migliori anni che fissava la scena musicale italiana ed internazionale degli anni settanta ed ottanta. Proprio pochi giorni fa aveva pubblicato un altro libro (In bianco e zero, RD Editore), in collaborazione con l’amico Raffaele Donnarumma, dedicato a Renato Zero.

renato_zero_-_trapezio_-_frontDi seguito, il ricordo della figlia, Caterina Kertesz, e di Raffaele Donnarumma, suo amico e collaboratore.

Era una persona gentile.
Questo mi capita di leggere spesso ora che lui non c’è più e gli amici e i conoscenti lo ricordano. Ho vissuto per tanti anni con questa persona gentile, ho condiviso attimi di vita privata e lavorativa , sono cresciuta tra l’odore delle pellicole e della carta stampata. Ho respirato arte, ho catturato visivamente attimi irripetibili.
Ricordo di quello studio la camera oscura, dove si sviluppavano i rullini, che entravano lì dentro in piccoli contenitori ed uscivano dopo vari passaggi trasformati in meravigliose foto, ricordo l’odore di quel luogo, la magia della trasformazione, che avveniva anche nella sala trucco, passaggio obbligato prima di qualsiasi servizio fotografico. Ricordo gli artisti che sono passati da lì, poliedrici e bizzarri, ricordo la magia di quella vita. Ma soprattutto ricordo un uomo buono, un uomo di cui amavo il sorriso e l’ironia, la tenerezza e la sensibilità estrema, un uomo che ha lasciato dentro me un vuoto indicibile. Quest’uomo era Arpad Kertesz, mio padre. (Caterina Kertesz)

renato_zero_-_no_mamma_no_-_frontEntrare nello studio di via Salaria era un’emozione sempre nuova. Quasi tutto lo spettacolo italiano e straniero ha transitato da lì. E le pareti erano totalmente rivestite di immagini, volti noti, meno noti o famosissimi. Arpad non amava ricevere estranei, se non per motivi di lavoro. Mi sono avvicinato in punta di piedi a quel luogo magico e piano piano ho ricevuto tutta la cordialità e la cortesia di questo artista riservato. Ho avuto l’onore di aiutarlo a sistemare il suo colossale archivio, e l’abbiamo fatto divertendoci e trascorrendo insieme giornate indimenticabili.
Aveva iniziato da giovanissimo come modello, decidendo successivamente di passare dietro la macchina fotografica. Era il 1972 e per conto della RCA, la storica casa discografica di via Tiburtina, ha dato vita ad innumerevoli ed indimenticabili copertine (emblematica la pluriennale collaborazione con Renato Zero).
Ci mancherai, Arpad. Ma ci restano le tue immagini, le tue copertine. E la luce ed i colori con i quali i tuoi obiettivi hanno vestito lo spettacolo italiano. (Raffaele Donnarumma)

Chi vuole, potrà salutare Arpad lunedì 18 Luglio alle ore 12, presso la Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, a Roma.

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Redazione
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