Niccolò Fabi a Padova: “piccole cose” nel Parco (racconto e foto)

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Foto: Andrea Giovannetti

Sembra che pur di portare il suo tour al Parco Europa di Padova (facendo registrare il sold out), Niccolò Fabi abbia rinunciato alle offerte di posti ben più capienti, come lo Sherwood Festival e del Postepay Sound di Piazzola sul Brenta.
E ha fatto bene.
Perchè quello a cui abbiamo assistito ieri sera forse non era nemmeno un concerto, ma sembrava quasi un ritrovo tra amici nel parco, davanti a una birra e qualche chitarra a cantare un po’ di canzoni: nessun effetto speciale, poche luci e qualche semplice lampadina, per rendere il tutto molto più intimo.
E l’intimità, per presentare un progetto così minimalista e insieme profondamente personale come Una somma di piccole cose, ultimo album del cantautore romano, è un requisito fondamentale, che non fa che rendere ancora più magica l’atmosfera che in oltre due ore di concerto Niccolò e la sua band hanno instaurato col pubblico padovano. Sul palco, Alberto Bianco, Matteo Giai, Filippo Cornaglia e Damir Nefat si dimostrano ottimi musicisti, dando sfoggio di grandi qualità con più di uno strumento, a seconda della situazione e dell’atmosfera che richiede di volta in volta la canzone.
Tutta la prima parte del concerto è dedicata al nuovo album, con le prime sei canzoni rigorosamente in ordine di tracklist del disco: su tutte risaltano la title track, Una somma di piccole cose, Ha perso la città, Facciamo finta e Una mano sugli occhi.
Dopo un inizio dedicato al presente il balzo indietro è notevole, per arrivare fino al primo disco (Il giardiniere, 1996) da cui viene eseguita Ostinatamente.
C’è spazio per i brani più famosi e conosciuti del repertorio, come E’ non è e Il negozio di antiquariato, eseguita dal solo Fabi al pianoforte col coro di tutti i presenti al Parco della Musica, ma anche per alcune chicche, tra cui spicca Indipendente.
C’è ovviamente anche il momento per ripercorrere l’ultima avventura in ordine di tempo, insieme agli amici di sempre, Daniele Silvestri e Max Gazzè, prima suonando Giovanni sulla Terra, tratto dall’album del super-trio dal titolo Il padrone della festa, e poi riproponendo uno dei momenti più sentiti del penultimo concerto insieme, quello in Arena a Verona, ed ecco quindi Solo un uomo e Costruire, quest’ultimo brano indiscutibilmente il gioiello della produzione del cantautore, a cui il pubblico infatti tributa un lungo e meritato applauso.
La chiusura della prima parte è affidata al ritmo coinvolgente di Lasciarsi un giorno a Roma, mentre per il primo bis c’è il solo Niccolò sul palco che al pianoforte esegue una toccante versione di Vince chi molla, brano che chiude l’ultimo album e che scherzosamente (ma non troppo) definisce “una tac, una risonanza magnetica”. Tra i componenti della band c’è anche Alberto Bianco, giovane cantautore a cui Fabi cede il palco per la sua Aeroplano, prima di salutare nuovamente il pubblico con Una buona idea. Ma c’è ancora il tempo per un altro bis e i saluti, stavolta definitivi, sono sulle note di Lontano da me, dall’album Ecco, che chiudono oltre due ore di musica.
Una splendida serata in un bellissimo parco cittadino che, per una notte d’estate, si è trasformato, per un migliaio di amici, nel salotto di casa Fabi.

Questa la fotogallery del concerto e, più in basso, la scaletta:

Ecco la scaletta del live:
1. Una somma di piccole cose
2. Ha perso la città
3. Facciamo finta
4. Filosofia agricola
5. Non vale più
6. Una mano sugli occhi
7. Ostinatamente
8. E’ non è
9. Indipendente
10. Il negozio di antiquariato
11. Ecco
12. Sedici modi per dire verde
13. Oriente
14. Vento d’estate
15. Giovanni sulla Terra (FabiSilvestriGazzè)
16. Solo un uomo
17. Costruire
18. Offeso
19. Lasciarsi un giorno a Roma

20. Vince chi molla
21. Aeroplano (Alberto Bianco)
22. Una buona idea

23. Lontano da me

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".