Ligabue a Collisioni: riflessioni del giorno dopo di una fan

570
0
Foto: Riccardo Medana

Il Festival Collisioni è un evento speciale di suo. Uno splendido luogo che per qualche giorno accoglie artisti di ogni sorta e giovani da tutta Italia per diffondere l’amore per la cultura e per l’arte. Quest’anno ho avuto la fortuna di esserci e l’atmosfera che vi ho respirato era davvero unica.
Un evento (fra i tanti) che mi ha colpito in modo speciale è l’incontro con Luciano Ligabue per presentare Scusate il disordine. Come spesso accade, l’incontro non si è basato tanto sul libro, ma si è spaziato su molti  argomenti, soprattutto la musica e il rapporto di Luciano con il suo pubblico. Perchè è essenzialmente questo il segreto che lo rende diverso da altri artisti. Lui interagisce, scherza, e ha sempre bisogno del confronto con noi. Il tutto inizia dalle prime ore del mattino, quando alcuni fan iniziano a popolare la deliziosa piazzetta al centro di Barolo. Vederli così allegri e felici ha reso ancora più felice anche me, già emozionata per la nuova avventura appena iniziata.
Chi è lì e passeggia per quelle stradine, è come se già sapesse che, comunque vada, sarà qualcosa di bellissimo. Lo vedi nei visi di chi è già alla transenna sotto il palco, negli sguardi dei negozianti che vedono intorno a loro questa pacifica invasione di giovani in attesa di vedere i propri miti. Incontri ragazze appena maggiorenni, bambine di 10 anni, oppure mamme e nonne che sono lì per curiosità o per accompagnare figlie e nipoti.
L’intervista, moderata dal giornalista Ernesto Assante, è stata bella e piacevole. Ciò che ha reso il tutto unico e cristallizzato in un momento indimenticabile è ciò che in quel momento si è creato: la piazza piena nonostante il sole a picco, i sorrisi, i cori a inizio incontro che intonavano Urlando contro il cielo e quelli finali, per salutare Luciano con Leggero. Chi lo segue da anni lo sa: non ama eccessivamente le occasioni “ufficiali”, preferisce di gran lunga suonare, cantare, lasciarsi andare insieme a chi ha solo voglia di sognare per un paio d’ore. Ma quello che è successo a Barolo ha ben poco di ufficiale: il palco così a portata di mano del pubblico e il tono pacato e rilassato dello stesso Luciano, in vena di sorrisi e battute, hanno reso quella giornata indelebile nella mente di molti.
Io torno a casa con il cuore pieno e soddisfatto di quella gioia che lascia la sua scia semplicemente per sempre.

CONDIVIDI
Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.