21 luglio 1990: “The Wall” di Roger Waters sotto il muro di Berlino

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Fino a pochi mesi prima era in piedi ed era il simbolo di divisione tra Est e Ovest, una cortina di ferro tra il mondo occidentale e il comunismo. Era la notte del 6 Novembre 1989, quando una folla festante inizia a demolire quello che per anni è stato un muro di divisione, quel Muro di Berlino che ha segnato nel profondo la storia dei tedeschi e dell’Europa intera.

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Pochi mesi dopo, con la Germania riunificata e libera, iniziano imponenti lavori. Ma questa volta non c’è niente di politico: gli operai sono al lavoro già dal mese di giugno per costruire, all’ombra della Porta di Brandeburgo, un enorme palco, lungo 169 metri, alto 25, con 13 ascensori, 2 torri per un totale di 130 tonnellate di acciaio. Tutto questo per il concerto che l’ex bassista dei Pink Floyd Roger Waters terrà la notte del 21 Luglio 1990, proprio dove un tempo sorgeva quel muro.
Insomma, Roger Waters decide di “ricostruire” quel muro per poi abbatterlo definitivamente: sul palco porterà l’album The wall, la celebre opera rock, ideata e concepita dallo stesso Waters, ultimo capolavoro di una band che non è riuscita a sopravvivere agli anni ’80.

“L’ idea dell’opera mi è stata ispirata dal senso di alienazione che iniziai a provare facendo concerti negli stadi. Volevo rappresentare quello che gli artisti alle volte provano nei confronti del pubblico e pensai di fare un concerto con un muro su un palco che ci separasse dalla gente; alla fine della costruzione sarebbe terminato anche lo show.”

I 150.000 biglietti messi in vendita per l’occasione verranno polverizzati. Il giorno dopo i giornali parleranno di oltre 300.000 spettatori, cifre da record. Il concerto raccoglierà i fondi per il Memorial Fund For Disaster Relief, organizzazione inglese che si occupa di assistere le vittime di disastri e calamità: la cifra devoluta sarà di 100mila sterline.

tumblr_mo6banojbl1rkuqo0o1_1280Come testimonia Laura Putti di Repubblica: “In un momento la musica ha spazzato via i dubbi, i pensieri, la fatica di più di 180 mila persone che dal primo pomeriggio popolavano l’arida Potsdamer Platz.”

Sul palco saliranno moltissimi ospiti: Bryan Adams, Thomas Dolby, Marianne Faithfull, James Galway, Jerry Hall, The Hooters, Cyndi Lauper, Ute Lemper, Joni Mitchell, Paddy Moloney, Van Morrison, Sinead O’Connor, col quale Waters si esibirà in una meravigliosa versione di Mother e una rock-band tedesca che non poteva mancare: gli Scorpions.

Ma ci sono anche grandi assenti: Waters infatti avrebbe voluto che ci fossero pure musicisti dal calibro di Peter Gabriel, Bruce Springsteen e Eric Clapton. Ma il concerto sarà ugualmente memorabile.

Uno show unico, dove i brani di The wall, in alcuni casi riarrangiati e modificati, come Mother, Another Brick in the Wall, Part II e Comfortably Numb, saranno accompagnati da parti recitate: è il caso di The Trial in cui Thomas Dolby, Tim Curry e Albert Finney interpreteranno e canteranno il brano. Un perfetto connubio tra musica e teatro.

Per i meno fortunati che non hanno potuto essere lì, il concerto in Italia andò in onda su Canale 5, con all’interno uno speciale curato da Red Ronnie, con tanto di interviste. I più fortunati invece, quelli che hanno assistito alla notte di Berlino, avranno ancora il ricordo di uno show memorabile, l’ultimo muro di Berlino.

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Alessio Bardelli
Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.