Aganist the wind entra nel vivo e poi saluta con Joe D’Urso, Frank Get Band, Fireplaces & Miky Martina

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Joe D'Urso - Foto Daniele Benvenuti

Musicista celebrato dalle star, uomo impegnato socialmente e più volte premiato per le sue attività benefiche. Sarà un nome di assoluto prestigio quello dell’artista incaricato di valorizzare, domani sera (giovedì 28 luglio), la seconda data prevista da Against the wind (Controvento), rassegna-concept resa possibile dal supporto del Comune di Monfalcone che lo ha inserito nell’ambito degli eventi di ‘MonfalconEstate 2016‘.

Già archiviato con successo di pubblico e di critica l’esordio affidato a Graziano Romani & Band (opening act gli applauditi ‘indigeni’ Turbosuicida), questa volta Against the wind cala l’asso ancora una volta in maniera del tutto gratuita sul palco allestito sotto il capiente Teatro Tenda, proprio dietro il Duomo, dove i concerti si svolgeranno con qualsiasi condizione atmosferica.

Sarà dunque il cantautore newyorkese Joe D’Urso il fiore all’occhiello della rassegna musicale e di una serata giuliana (o, per meglio dire, bisiaca…) che sarà aperta alle 20.30 dagli “indigeni” Gabriele Recluta e Francesca Salcioli con un set acustico originale e promettente, caratterizzato da brani originali proposti con l’ausilio di chitarra e arpa.

Cantante, chitarrista e autore, nato nella contea di Rockland nello Stato di New York, D’Urso è popolarissimo nell’entourage di Bruce Springsteen con il quale ha diviso molte volte il palco, nonché uno dei personaggi di maggior spicco nell’ambito della scena musicale che gravita fra NYC e il Jersey Shore (la costa del New Jersey). Un’area che ha visto emergere anche numerosi altri artisti di livello mondiale quali Southside Johnny, Willie Nile (atteso a Monfalcone a fine agosto per una visita informale…), Garland Jeffreys e John Bon Jovi.  Ormai giunto al 13. album personale, la musica di D’Urso è sempre stata legata alle radici della tradizione americana, introspettiva eppure travolgente ed energica. I suoi show sono stati registrati e diffusi a livello mondiale da una vera legione di fan che fanno regolarmente centinaia di chilometri per essere presenti alle sue performance dal vivo. Gary Price, giornalista della BBC, sostiene che “Joe D’Urso canta come un angelo e scrive canzoni come un demonio”, mentre sul New York Times la scrittrice Karen DeMasters lo ha definito “uno dei più originali e versatili fra gli artisti attuali che compongono musica basata sul buon vecchio r’n’r”. Di evidenti origini italiane, negli ultimi anni ha fatto proprio dell’Italia la meta preferita nei suoi lunghi e frequenti tour mondiali.

D’Urso ha intrapreso fin dalle origini la scelta dell’indipendenza, soprattutto grazie al catalogo musicale pubblicato sulla sua stessa etichetta, la SCR/Schoolhouse Records. Come persona, invece,  Joe è particolarmente impegnato sul piano sociale attraverso il WHY (World Hunger Year) e l’Artists Against Hunger and Poverty ma, soprattutto, attraverso la ‘Light of Day Foundation’ che dal 1998 raccoglie fondi per la lotta contro il morbo di Parkinson. Joe è una delle menti principali e organizzative di un benefit che, dal 2000, va regolarmente in scena ogni gennaio ad Asbury Park, NJ, con ospiti di prestigio come Garland Jeffreys, Jakob Dylan, Gary U.S. Bonds, John Cafferty, Willie Nile, Bon Jovi, Springsteen stesso e, a sorpresa, persino gli attori Danny Devito e Michael J.Fox. “Joe porta nella sua vita e nella sua musica una magica combinazione di passione e impegno”, è stato detto. Tuttavia, bisogna assolutamente vederlo dal vivo per poter apprezzare in pieno la sua potenza come performer irresistibile e affascinante.

In occasione della serata monfalconese, D’Urso avrà al suo fianco la Frank Get Band che raccoglie alcuni tra i migliori musicisti rock del Nordest. A partire, ovviamente, dal leader Frank Get (il triestino Franco Ghietti: 36 anni abbondanti di carriera e 23 di incisioni ufficiali, culminate nel recente Rough man), polistrumentista e cantautore che ha radunato intorno a sé assi dello strumento ai quali si aggiungerà per l’occasione il giovane chitarrista friulano Anthony Basso (ex W.I.N.D. e Mountain Shack), mancino considerato a sua volta uno degli assi della sei corde.

La rassegna monfalconese si concluderà domenica sera, sullo stesso palco, con i padovani Fireplaces guidati dal pirotecnico frontman Caterino Riccardi e il cantautore tarvisiano Miky Martina in veste di special guest dell’ultima ora.

Against the wind come la seminale ballata di Bob Seger; Against the wind come la bora che caratterizza queste zone; Against the wind come la testardaggine di certi artisti che vanno fino in fondo ai loro progetti senza preoccuparsi degli ostacoli e delle classifiche; Against the wind come la testardaggine che “costringe” a supportare fino in fondo questi artisti e le loro scommesse.

Frank Get - Foto Daniele Benvenuti
Frank Get – Foto Daniele Benvenuti
The Fireplaces - Foto Daniele Benvenuti
The Fireplaces – Foto Daniele Benvenuti
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Daniele Benvenuti
Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.