The Fireplaces e Micky Martina chiudono la rassegna “Against the wind”

88
0
The Fireplaces - Foto Daniele Benvenuti

Giungerà al suo epilogo domenica sera la rassegna musicale Against the wind (Controvento), inserita nell’ambito degli eventi di MonfalconEstate 2016. Già archiviati con notevole successo di pubblico e di critica l’esordio affidato a Graziano Romani (opening act: gli applauditi “indigeni” Turbosuicida) e, giovedì sera, anche l’attesa data internazionale che ha visto impegnato Joe D’Urso con la Frank Get Band (apertura affidata agli apprezzati autoctoni Francesca Salcioli e Gabriele Recluta), la terza e ultima tappa del “concept” vedrà in scena sul palco allestito sotto il capiente Teatro Tenda i padovani The Fireplaces. Il concerto, gratuito, sarà aperto dal pluripremiato cantaut-rocker tarvisiano Miky Martina in veste di amichevole “special guest” dell’ultima ora.

I Fireplaces sono un gruppo di area padovana, simpaticamente strampalato ma fortemente incisivo, che applica il concetto di “famiglia allargata” con la quale reinterpretare le canzoni scritte dagli eroi musicali dei singoli componenti in versione folk e rock-bluegrass. Guidati dall’estroso frontman Caterino “Washboard” Riccardi, si contraddistinguono per gli arrangiamenti in stile west coast, raw blues, soul e british. Il leader (al secolo Andrea Scarso, che divide il microfono con l’altro cantante e chitarrista, il signorile ed elegante Carlo Marchiori) è tuttora il primo e unico artista italiano in assoluto a essere salito sul palco “invitato” da Bruce Springsteen. È infatti il 31 maggio 2013 quando Riccardi/Scarso riesce a farsi issare in mezzo alla band durante il concerto padovano della E Streeters e, nell’affollatissima cornice dello stadio Euganeo, il carneade suona la fidata washboard armato solo di cucchiaio, incoscienza e personalità, a pochi metri dallo sbalordito Bruce durante il traditional Pay me my money down (retaggio della precedente esperienza del musicista del New Jersey con la poliedrica, polverosa e alcolica Seeger Session Band). Alla fine risulterà addirittura, in base all’esperienza del sottoscritto, il “musicista non professionista” e “ospite non ufficiale” che vanta la partecipazione live improvvisata più lunga di sempre al fianco del musicista americano (battendo persino l’esilarante sosia di Elvis Presley, issato on stage allo Spectrum di Philadelphia nel 2009 per All shook up e poi praticamente costretto a scendere “a forza” dopo qualche decina di secondi…). Una piccola ispirazione, l’uso della washboard; al punto che il medesimo copione viene riproposto da Springsteen per lo stesso brano anche allo Stade de France di Parigi il successivo 30 giugno durante la data francese del Wrecking Ball Tour. Ma, ovviamente, questa volta con il fidato Everett Bradley dietro all’asse per lavare…. Il look caratteristico di Riccardi (Keith Richards tradotto in italiano maccheronico…) è un incrocio tra Super Mario Bros e l’addetto alla pompa di un distributore di benzina.

L’atipico e originale combo padovano, capace di regalare una scoppiettante e per nulla “fumosa” miscela di proto roots music – dust blues – folk&roll – rhythm&swing – hard country ed european bluegrass, si rifà ai juke joint e alle baracche del Delta, alle bettole e ai postriboli di Chicago, nonché a qualche palude della Louisiana. I sei “caminetti” non nascondono il sincero rispetto per gli artisti del passato e le molteplici ispirazioni che hanno generato la loro passione,  ma finiscono per essere orgogliosamente “unici” e imprevedibilmente ‘atipici’. I Fireplaces nascono nel 2009 e nel febbraio 2013 entrano in sala di registrazione per la realizzazione del primo album autografo, Shelter from the storm, che esce nel dicembre 2014. Dieci brani coraggiosamente autografi che toccano svariati temi, tra i quali anche e soprattutto l’effetto taumaturgico che può essere assunto dalla musica e dall’esperienza di suonare in una band. Soltanto nel corso dell’ultimo anno, oltre a decine e decine di concerti in tutte le regioni d’Italia, hanno espresso gran parte del loro potenziale che consente loro di iniziare gli show nella “formazione regolamentare a sei” (oltre a Riccardi e Marchiori, anche le tastiere, la fisa e l’armonica dell’ing. Oliviero “Olli” Lucato e la chitarra elettrica di Francesco Morosin, nonché la sezione ritmica composta da Luca Martello alla batteria e Marco Quagliato al basso) per chiuderli invece con fino a 16 elementi sul palco tra cori e fiati, dopo aver coinvolto il pubblico con live act carichi di energia e di un entusiasmo non comune. Il 16 gennaio 2015 i Fireplaces si sono esibiti anche negli Stati Uniti sul palco del prestigioso Stone Pony di Asbury Park, NJ, su invito della Light of Day Foundation. Sono in assoluto la prima band italiana stabile a trovare spazio nell’ambito dell’ormai tradizionale rassegna benefica creata da Bob Benjamin che, a partire dal 2000, ha visto impegnati artisti del calibro di Garland Jeffreys, Jakob Dylan, Gary U.S. Bonds, Southside Johnny, John Cafferty, Willie Nile (atteso a Monfalcone per un “private show” a fine agosto…), lo stesso Joe D’Urso, Joe Grushecky, Jon Bon Jovi, Bruce Springsteen e, a sorpresa, persino l’attore Michael J. Fox.

Miky Martina, il “rocker delle montagne” che vanta tre album all’attivo con brani autografi in inglese e in italiano, sarà invece il protagonista del set acustico iniziale (alle 20.45) e poi si unirà nuovamente ai Fireplaces per i bis finali. Quasi certamente, per l’occasione, il pubblico monfalconese potrà ritrovare quali “special special guest della serata anche il band leader triestino Frank Get e lo stupefacente manchino della sei corde, il friulano Anthony Basso, molto amici dell’organizzazione e già in passato ospiti del protagonisti “ufficiali” della serata. Tarvisiano, addetto al soccorso alpino, ex metallaro convertito al folk rock, Michele Martina è cantautore, autore e anche abile tecnico di palco. Dopo l’esordio con il genuino e ruspante Aspettando l’inverno, il successivo lavoro folk bluegrass con i compaesani Doganirs, intitolato Across the border, ha riproposto ben otto pezzi strattemente legati al progetto folk/country/bluegrass/hobo style Seeger Session. Secondo in Italia solo a Graziano Romani e Lorenzo Bertocchini in quanto a incisioni di cover springsteeniane, Martina ha anche “diviso” tre volte il palco con Bruce stesso come addetto alle chitarre alle dirette dipendenze di Kevin Buell. Il terzo album del tarvisiano, il recentissimo Il dovere o la ragione, costituisce una coraggiosa e fedele trasposizione su cd della storia di un cecchino che ha realmente “operato” sulle montagne tra Italia, Austria e l’attuale Slovenia durante la Prima Guerra Mondiale. In uscita tra pochi mesi un’antologia eponima con l’inserimento di alcuni brani inediti.

Vogliate gradire! 

Miky Martina - Foto Daniele Benvenuti
Miky Martina – Foto Daniele Benvenuti
Caterino "Washboard" Riccardi - Foto Daniele Benvenuti
Caterino “Washboard” Riccardi – Foto Daniele Benvenuti
CONDIVIDI
Daniele Benvenuti
Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook 'All the way home') o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.