Ecco perché abbiamo tutti bisogno di un concerto di Niccolò Fabi

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© Foto: Riccardo Medana

Premessa doverosa: in teoria mi sarei dovuto limitare a pubblicare solo una gallery di foto del concerto di Niccolò Fabi alla Villa Tittoni di Desio (la trovate in coda all’articolo), ma dopo averlo visto dal vivo diverse volte negli ultimi anni ho realizzato che è il caso di spiegarvi perché (secondo me) tutti noi abbiamo bisogno di un suo concerto (in 7 punti).

SI DIVERTE COME UN BAMBINO – Lo si era già notato l’anno scorso con i suoi amici Silvestri e Gazzé, ma da quando ha trovato la compagnia di Alberto Bianco e della sua band si nota che qualcosa è cambiato nel suo stare sul palco. Si vede la sua felicità mentre suona, e tutta la sua trasparenza quando scende nei suoi abissi più profondi per parlarcene. E tutto questo è molto contagioso, oserei dire terapeutico.

SI FIDA – A maggio, durante la tappa milanese del tour teatrale, parlando delle canzoni del suo ultimo album disse: “Non pensavo che prima o poi delle cose così intime avrebbero finito per essere ascoltate da tutti, è quasi come se ora aveste in mano i miei esami del sangue. Ecco, magari già che ci siete dategli un’occhiata per vedere se va tutto bene.”. Fidarsi e affidarsi, non è da tutti.

È SEMPLICE – Niente schermi, niente fronzoli, niente balletti e niente spettacolini: solo la musica e le sue parole. Al diavolo la distrazione, evviva la semplicità. Forse è la volta buona che, oltre alla musica, riusciamo ad apprezzare meglio le parole di una canzone durante un concerto.

UNISCE LE PERSONE – Portate assieme a voi una persona a cui volete bene, a qualunque livello di relazione (amico/amica, moroso/morosa, fratello/sorella, etc…). Se conosce le sue canzoni sarà bellissimo perché vi prenderete bene a vicenda, canterete insieme a squarciagola, saprete entrambi che quella frase è dedicata a una persona in particolare, o che quel ritornello è una bella frecciatina a chi sapete voi. Se invece non ha mai ascoltato una sua canzone probabilmente vi ringrazierà, rimarrà piacevolmente stupito, proverà tante emozioni diverse. Le sue canzoni parlano di noi, delle nostre vite, delle nostre relazioni. Ma ciò che accomuna le due situazioni è che al termine del concerto vi vorrete ancora più bene, e vi sentirete più uniti per aver condiviso quell’esperienza. E se la prima volta vi dovesse capitare di andarci da soli, state tranquilli che lì troverete qualcuno che verrà con voi la volta prossima. Ah, non ve l’ho detto: ci tornerete, altro effetto collaterale.

È UMILE – Mettiamola così: scrivete canzoni, avete un gruppo, suonate i vostri pezzi in un locale. Mentre suonate entra un famoso cantautore italiano a bere una birretta in santa pace, vi ascolta suonare, vi fa i complimenti e vi propone di accompagnarlo in tour. Figata, no? Perché è proprio questo che è successo con la sua attuale band e Alberto Bianco, cantautore piemontese (già noto per le sue collaborazioni con Levante), che al termine del concerto finisce al posto di Niccolò davanti al suo microfono per cantare un suo pezzo (con Niccolò alle tastiere senza invasioni di campo). E poi ancora: la disposizione degli strumenti sul palco. Tutti i musicisti sono posti alla stessa distanza da Niccolò e sono tutti ben visibili dal pubblico: non è da poco. Ed è per questa umiltà che Niccolò merita di stare sul palco.

SUONA SEMPRE IN POSTI SPLENDIDI – Anfiteatri, parchi, teatri, ville, monti… anche l’occhio vuole la sua parte, e un concerto di Niccolò non lo si può godere appieno in uno stadio. Riscopriamo i posti belli e dimenticati che abbiamo in Italia (e, per chi può, quelli all’estero, visto che quest’autunno inizia il suo tour europeo).

ASCOLTA E SI FA ASCOLTARE – Niccolò suona senza auricolari. Lo so, è un dettaglio puramente tecnico, questo vuol dire che c’è spazio per l’improvvisazione, niente sequenze e niente click, ma l’aspetto notevole è questo: Niccolò ascolta tutti. Dalla band al pubblico, che quando gli grida qualcosa ottiene sempre una risposta da lui. E come fai a non gridargli “Grazie!” dopo Costruire?

Ecco le foto del concerto del 30 luglio 2016 al Parco Tittoni di Desio.

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Riccardo Medana
Non ha ancora capito cosa farà da grande, ma per adesso ha in tasca una laurea magistrale in Ingegneria Informatica, fa lo sviluppatore Web freelance, collabora con il Politecnico di Milano e con varie società di comunicazione. Ama lavorare dietro le quinte e, in generale, "si ripete spesso che è fortunato" (cit.). Appassionato di musica, eventi e fotografia live, adora andare ai concerti e quando può si precipita sotto il palco a scattare. Si (pre)occupa della parte tecnica di Spettakolo.it (quindi se il server crolla è colpa sua).