Axl Rose e Slash: storia di amore e odio

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Parlare di Axl Rose è sicuramente divertente e stimolante. Perchè oltre all’indiscusso talento e carisma, ha quella vena di follia degli artisti che lo rende semplicemente unico, nel bene e nel male. Non sono mancati i momenti difficili nella sua vita privata e nemmeno nella sua carriera, ma ciò che è successo nell’ultimo anno dimostra che ha davvero la stoffa per questo mestiere, dalla reunion dei Guns N’Roses (che poi diciamocelo… non si sono mai sciolti per davvero) fino alla straordinaria esperienza come frontman di un altro grandissimo gruppo che ha fatto la storia dell’heavy metal, gli AC/DC. Tutto questo andando oltre ogni più rosea aspettativa.
A dir la verità, non erano molti quelli che credevano nel riscatto di Axl, ad iniziare, probabilmente, dai suoi stessi fan. Dopo un periodo fatto di chili di troppo, una voce che sembrava non poter essere più quella di un tempo, Mr. Rose ha dato uno smacco a tutti con l’ormai famosa performance di Lisbona lo scorso 7 maggio, che apriva il suo tour con gli amici di metal, stupendo gli stessi fan degli Ac/Dc.
Quello che sicuramente ha interessato le cronache musicali e che ha segnato il corso della sua carriera, è il rapporto di odio-amore con il sorprendente chitarrista Slash. Due caratteri difficili, che sembravano aver preso per sempre due strade diverse, fino allo scorso anno, dopo che lo stesso Slash ha confermato, dopo sei anni di silenzio e dopo che Axl lo aveva definito “un cancro”, che la loro amicizia aveva ripreso il suo corso.
“Probabilmente ci abbiamo messo anche troppo tempo”, dichiarò Slash ad una tv svedese. “Siamo riusciti a lasciarci alla spalle quell’alone di negatività che ci ha circondato per tantissimo tempo”. Un’amicizia lunga e complessa, che non era certo dovesse avere un suo continuum anche professionale, o almeno non vi era certezza, soprattutto per il chitarrista statunitense,  che solo la scorsa estate affermava “Devo stare attento a quello che dico riguardo questo argomento perchè so che è una cosa che vogliono in tanti. Se la reunion la vogliono fare tutti e per le giuste motivazioni penso che potrebbe essere anche una cosa divertente da fare”. Di storie sui loro litigi ne sono state montate diverse, su tutte quella che vedeva come motivo scatenante del loro allontanamento la collaborazione di Slash con Michael Jackson, cosa smentita categoricamente dallo stesso chitarrista.
Difficile da dimenticare la lettera del 2012 (quando i Guns guadagnavano la loro stella sulla Rock and Roll Hall of Fame con Myles Kennedy) in cui Axl mandava, per così dire, a quel paese, i Guns. Una rottura che sembrava definitiva solo 4 anni fa e che durava dal 1996, dopo un lungo periodo di attriti e discussioni, derivanti soprattutto dai problemi psichici di Axl, uniti alle differenze di vedute di Slash sul futuro della band, che Axl desiderava portava sempre più in alto a livello mondiale, creando nel chitarrista un fortissimo disagio: “Axl voleva trasformare la band in un ibrido tra i Pearl Jam e i Nine Inch Nails, cosa che si scontrava ferocemente con la mia idea di musica. Ma la cosa peggiore era che nessuno potesse proporgli nulla di nuovo. Tutto doveva venire da lui”, affermava con amarezza Slash. Questo ha portato Axl in un baratro sempre più profondo, un disco, Chinese Democracy, che sembrava non dovesse mai uscire (vide la luce nel 2008, dopo 14 anni di lavoro e un patrimonio speso fra produzione e relativi video), e la creazione da parte di Slash degli Slash’s Snakepit, e, successivamente, dei Velvet Revolver, una sorta di Guns N’Roses 2 – La vendetta. A tutto ciò, chiaramente, seguirono diverse guerre in tribunale che vertevano soprattutto sui dirittti delle canzoni, il marchio del gruppo, tutto ciò che era la loro storia professionale da più di 20 anni. Alla fine vinse Axl, il quale, effettivamente, aveva solo esposto i fatti: “Forse, quando firmammo tutti insieme l’accordo secondo cui avrei detenuto il nome, qualcuno di loro era poco lucido. Se fosse stato per loro, l’anima dei Guns sarebbe fottuta come la nuova musica che producono adesso. Vanno in giro a fare i paladini della giustizia, ma sono dei coglioni”.
Di anni ne sono passati, insieme a diverse smentite di riappacificazioni (come quella del 2005), reunion momentanee, il successo solista di Slash, e nel mezzo, come ciliegina sulla torta, ipotetiche somme da capogiro affinchè i Guns tornassero insieme sul palco ( per Guns intendiamo Axl e Slash su tutti, la formazione “storica”, la più amata)- si parla di 3 milioni di dollari a serata. Nessuno di loro ha realmente svelato fino in fondo cosa li ha divisi, ma è bello pensare che ciò che li unisce sia ancora il desiderio di fare qualcosa di bello su un palco, di essere la band amatissima degli anni 90 che ha cambiato davvero il volto del metal, e che, comunque, due menti geniali e contorte come quelle di Axl e Slash divise non possono stare.
Intanto, in attesa di notizie circa le prossime date europee dei Guns (si spera in una conferma su qualche tappa italiana), godiamoci November Rain, bellissima ballad (si, per i canoni dei Guns possiamo definirla così), la cui durata originale era “soltanto”di 25 minuti (ma in fondo si sa che il buon Axl quando è ispirato scrive molto…), e il cui video vede la fidanzata (lei in realtà negava di esserlo) di allora di Mr Rose, la modella Stephanie Seymour, nel ruolo di una sposa un pochino sfortunata che muore, FORSE, per suicidio (le cause della morte non sono spiegate ma si vede la giovane sposa a bara aperta e metà del suo viso è coperto da uno specchio, come si usa fare in casi in cui il viso della vittima sia deturpato). Suggerirei un paio di minuti di silenzio per l’assolo di Slash in totale solitudine e i capelli al vento e il tipo che si tuffa sulla torta (è Riki Rachtman, presentatore di una trasmissione sull’heavy metal).

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.