David Bowie e quella sua arte nascosta, ora per tutti

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Dipinto di Damien Hirst della collezione privata di Bowie, ora in mostra alla galleria Sotheby's, Londra.

Quello che poco si conosceva di David Bowie era la sua passione smodata per l’arte. Quasi un’ossessione nonchè lato personale e privato, sempre tenuto lontano dai riflettori e dato in pasto al mondo solo in pillole: «Lunica cosa di cui sono dipendente e che compro ossessivamente è l’arte», aveva dichiarato nel 1999 ai microfoni della BBC. «Ho desiderato possedere davvero solo l’arte. L’arte è stata per me un continuo nutrimento. La uso. Condiziona il mio stato d’animo sin dal mattino. La stessa opera d’arte può influire su di me in modi diversi a seconda di come io mi accosto ad essa», spiegava un anno prima al New York Times.

Ma certo, come potevamo non mettere in conto anche questo aspetto dell’eclettico e trasversale Duca Bianco? Editore, musicista, attore, pittore, curioso, famelico di vita e cultura, nel corso della sua vita ha collezionato centinaia di opere d’arte, con particolare attenzione ai dipinti, alle sculture e alle opere di design del ‘900.
Io lo scopro su una metro di Londra sfogliando un quotidiano, tento di appuntarmi nella testa la possibilità di osservare le opere collezionate, ma lo dimentico poco dopo. La cosa curiosa è che però ci pensa il caso a ricordarmelo: qualche giorno dopo, mentre osservo le Entrata Sotheby'sgoccioline di pioggia sul vetro del double-decker diretto alla stazione di Victoria, mi cade l’occhio su un ritratto in bianco e nero, era Bowie. Pizzetto brizzolato, indice sulla bocca, mignolo sollevato. Sopra la sua testa le eleganti bandiere di Sotheby’s. Improvvisamente collego l’articolo di qualche giorno prima, mi maledico per essermelo dimenticata, “maledetta testa tra le nuvole” mi dico, corro giù dal bus. Ok, sono in St George Street a Mayfar. Quello che vedo è il retro di Sotheby’s, entro.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso c’è il fonografo bianco perla di David Bowie, firmato dai fratelli Castiglioni per Brionvega, il primo “pezzo d’arte”. Qualche passo più in là, la geometria del divano disegnato da Peter Shire richiama l’attenzione, prima di lasciare spazio alle colorate creazioni di Ettore Sottsass. Penso a Bowie, mi chiedo se lo stravagante mobile di Sottsass non venisse usato quotidianamente, magari per metterci dentro i calzini e i boxer, provo ad immaginare dove potesse essere collocata in casa la lampada a forma di macchinina, se le usasse davvero per fare luce.

Panoramica I dipinti alle pareti alternano stili e correnti artistiche; passeggiando tra le sale di Sotheby’s, dove fino al 9 agosto rimarrà esposta al pubblico una piccola anteprima delle opere, si incontrano artisti come HirstCaulfieldBasquiatDuchamp e Moore. L’opera che a novembre diventerà il lotto più pregiato è quella di Basquiat: Air Power, datata 1984 e stimata tra i 2,5 e i 3,5 milioni di sterline. Per l’intera collezione si prevede un valore intorno ai 10 milioni di sterline.
«La mia idea di artista contemporaneo è Damien Hirst. Lui è diverso,  penso che il suo lavoro sia estremamente emozionale, soggettivo, legato alle sue paure personali (soprattutto la paura della morte che in lui è molto forte) e trovo i suoi lavori toccanti e per nulla superficiali».

I quattrocento pezzi saranno messi all’asta da Sotheby’s nelle serate del 10 e 11 novembre, nel frattempo la piccola anteprima della collezione intraprenderà una mostra itinerante:
Londra, 20 luglio – 9 agosto
Los Angeles, 20-21 settembre
New York, 26-29 settembre
Hong Kong, 12-15 ottobre

Questa è l’ennesima preziosità che Bowie è riuscito a regalare, nonostante siano ormai passati sei mesi da quel tristissimo 10 gennaio 2016, confermandosi eterno e ancora una volta geniale nella sua interminabile creatività.

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.