Lights Out. Luucee!

Questa volta, l'amica immaginaria ce l'ha la mamma. Immaginaria?

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Lights Out-Terrore nel buio
di David F. Sandberg
con Teresa Palmer, Gabriel Bateman, Maria Bello, Billy Burke, Alexander DiPersia
Voto 6-

La mamma è nevrotica, il figlio del secondo matrimonio non dorme la notte, la figlia del primo matrimonio è altrove, il padre del piccolo viene massacrato da un’ombra. Allora: la mamma è stata in cura per malattie mentali in una clinica dove conobbe una tipa strana e con una brutta malattia della pelle che venne sottoposta a un esperimento che sembrerebbe una sedia elettrica (ma che clinica era?). Il film dimentica subito il secondo padre accartocciato e si impunta su bambino che non dorme, sorella che vuole regolare i conti con la mamma, fidanzato tontolone da horror (il fidanzato che si limita a sgranare gli occhi) e, novità, mamma (non bambino) con amica immaginaria. Che forse immaginaria non è ma è manesca e soffe la luce come il conte Dracula. È chiaro che il regista gioca con le metafore della psicosi e della famiglia: la creatura mostruosa, che sia concreta o no, sembra esistere solo nei picchi di disagio della mamma, ma la mamma non si tocca perché la famiglia è sacra. Casomai, la mamma si sacrifica. Lo sceneggiatore, o il regista, non è chiaro, si sono presi delle belle libertà pur di ottenere qualche spavento tra la luce e il buio, i classici intramontabili: lo spavento compare all’improvviso, è nell’armadio a muro, è sotto il letto, è fatto d’ombra ma picchia come un martello, eccetera. Ispirazione giapponese, scuderia James Wan.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori