Urlate cazzo urlate!

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Foto di un fan

Vengo dall’ultima data al Filagosto Festival, un bel festival in zona bergamasca. E nuovi gasamenti! E nuovi “urlamenti”! Chissà perché, mentre mi accingo a scrivere questo nuovo articolo (che oramai tutti stanno aspettando ardentemente!) mi vengono in mente le parole di un giovane cantautore (non ricordo chi!!) che in una intervista ha dichiarato: “La musica è verità, verità che va cercata nel bisbiglio…” . Allora, non so se erano esattamente queste le parole, anzi forse le ho messe giù meglio io, ma il senso era chiaro: la musica non è urlare.

Ma come?? Non è urlare?! Cosa vi spaventa dell’urlo?? L’urlo è così liberatorio! E’ animalesco, è una voce che viene dal profondo, e pur tanto che sia disconnessa o male articolata è pur sempre viscerale, umana!! Il bisbiglio è mentale, è intellettuale, nulla a che fare con il rock. Capisco che ci piaccia ogni tanto la “culla” dell’intimità, ma quello riguarda al scrittura di certe canzoni, ma l’esplosione dell’urlo a mio parere è molto più “vero” del bisbiglio. E poi quale verità?? La musica non è verità, la verità lasciamola ai fanatici religiosi, politici, intellettuali! Qua noi si fa rock, e il ROCK E’ LIBERAZIONE, IL ROCK E’ GASAMENTO, E’ URLAMENTO! E’ quel momento in cui devi buttare fuori, si, come una regola che imponi a te stesso: DEVO BUTTARE FUORI! Non c’è tempo per la riflessione, non ho mai creduto nel rock riflessivo, forse perché io sono di natura una persona spontanea e istintiva. Qualcuno potrebbe obiettare: ma le canzoni d’amore? quelle più intime? non sono “bisbigliate”? NO! Anche quando il tono è sommesso si tratta sempre di BUTTARE FUORI, e l’amore, che è il sentimento più forte del mondo, è sempre un urlo, anche quando sommesso. Urlo di gioia, urlo di dolore, urlo di silenzio.

Al Filagosto Festival abbiamo urlato, tanto. Anche nei momenti d’amore. Abbiamo cantato insieme, vedevo e sentivo le persone cantare con me, e questa è sempre una grande gioia, perché le canzoni non sono mie, le canzoni sono PER gli altri. Quando il pubblico canta e urla con te si è raggiunta l’unione di anime, per questo esiste la musica, per unire le anime. E a Filago c’erano migliaia di anime che si sono unite nel canto, io che mi dibattevo come un forsennato per tirar fuori tutto… e stupirmi della forte reazione del pubblico. Noi cantanti siamo catalizzatori, attraverso le nostre canzoni gli altri si liberano, questa è la cosa più bella della musica, quando è liberazione dalle preoccupazioni, dai pensieri, dalle difficoltà, quella voglia di riscatto che era e sarà sempre insita nella natura umana: libertà. E cosa fa quando uno è libero? cosa fa quando uno esce dalla prigione?? URLA! Ecco cosa fa! Se i ragazzi ai miei concerti urlano il mio nome è perché vogliono liberarsi, e io cerco di svolgere il mio compito: LIBERARVI! Trasformare un sentimento in libertà. E poi qualcuno dice che il rock ha perso la sua funzione! MA COME?? Mai come adesso dobbiamo liberarci, dalle paure, dalle infinite e inutili distrazioni, da Pokemon e tutte queste stronzate, dalla televisione e dalla informazione più meschina. Quei ragazzi che urlavano con me al Filagosto Festival di qualche giorno fa erano liberi!

Nota: “Urlate cazzo urlate” è un verso di una mia canzone del 2008 intitolata “C’è crisi”, per chi non lo sapesse…. ora lo sai, vai ad ascoltarla! ….. e io chiudo l’articolo così, mentre scorrono le note di “Purple Haze” di Hendrix…. ciao, al prossimo articolo!!

 

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Bugo
Cantautore, nato a Rho (MI) nel 1973. Definito dalla stampa con un neologismo “Fantautore” per lo stile unico e originale, pubblica i primi due album con etichette alternative e nel 2002 sigla un contatto con Universal, con la quale pubblica 5 dischi. Nel 2015 sigla un nuovo contratto con Carosello Records e pubblica l’album “Nessuna scala da salire”, con il singolo apripista “Me la godo”. Bugo cresce musicalmente in un processo che è naturale, forte anche dei suoi concerti dal vivo, che fanno aumentare la sua fama di rocker da palco. Nel corso degli anni Bugo ha conservato un senso innato per la provocazione e per la libertà di espressione, caratteristiche che lo hanno portato ad essere osannato dal pubblico e bacchettato spesso dalla critica.