Trovarsi un giorno a Roma

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È arrivato il gran giorno: oggi si arriva a Roma. Ieri prima di andare a dormire facciamo i conti sul tempo necessario: vogliamo essere in piazza per l’Angelus, quindi entro mezzogiorno in punto, sono meno di 20 km, ce la possiamo fare.

“Oh, a mezzogiorno a San Pietro, eh.”

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Alle 6 in punto siamo in strada: dopo una veloce colazione a succhi e biscotti iniziamo a percorrere la Cassia. La strada di oggi è il tratto peggiore, saltiamo pure il passaggio dal parco dell’insugherata per evitare strappi inutili. Ci fermiamo ovviamente al bar per un’altra colazione.

“Oh, dobbiamo essere in piazza a mezzogiorno”

Ripartiamo, e dopo un’altra sosta dal fruttivendolo facciamo una tirata unica fino a Monte Mario. Arriviamo a un punto panoramico con vista su Roma, ma non siamo soddisfatti e rimandiamo le foto a più tardi.

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Non riusciamo a capire da dove si veda San Pietro dall’alto, ma sono sicuro che esista un punto per farlo, avevo visto delle foto in precedenza. Passa un uomo in mountain bike, lo fermiamo per chiedere: il caso vuole che sia un ex pugile, figlio di un artista di Roma. Ci racconta la storia di suo padre, che è morto proprio ieri, quella dei suoi figli, ci recita una sua poesia, ci dà qualche lezione di vita, ha il magone e poi ci ringrazia per averlo ascoltato. In totale siamo rimasti fermi sul sentiero quasi un quarto d’ora.

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“Oh, ma a mezzogiorno dobbiamo essere dal Papa!”

E allora aumenta il passo, inizia una discesa a tornanti, poi si risale, e infine ecco Roma dall’alto. Sosta. Con calma.

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E poi via ancora, manca meno di un’ora, non ce la faremo mai. Usciamo dal parco di Monte Mario, ci precipitiamo sulla via che ci porta a San Pietro, la camminata diventa una marcia, la marcia diventa una camminata scomposta, tagliamo tutti i semafori ai quali non siamo più abituati, vediamo il colonnato del Bernini, dai dai daje, e infine eccoci a superare i controlli di sicurezza con degli zaini che in piazza non possono assolutamente entrare.

I primi agenti della municipale ci fanno passare sulla fiducia perché siamo pellegrini e abbiamo fatto la Francigena. Alle 11.55 siamo ai metal detector, raduniamo tutte le possibili armi in un sacchetto e le lasciamo agli agenti, le cinghie degli zaini si incastrano sul nastro trasportatore, le sbloccano e poi lì il boato: il Papa esce per l’Angelus, ce l’abbiamo fatta.

E da lì in poi ognuno reagisce a modo suo. Ma siamo davvero giunti alla meta? Io so solamente che questo viaggio l’ho iniziato da solo, ma guardate come l’ho finito: con il sorriso.

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Riccardo Medana
Non ha ancora capito cosa farà da grande, ma per adesso ha in tasca una laurea magistrale in Ingegneria Informatica, fa lo sviluppatore Web freelance, collabora con il Politecnico di Milano e con varie società di comunicazione. Ama lavorare dietro le quinte e, in generale, "si ripete spesso che è fortunato" (cit.). Appassionato di musica, eventi e fotografia live, adora andare ai concerti e quando può si precipita sotto il palco a scattare. Si (pre)occupa della parte tecnica di Spettakolo.it (quindi se il server crolla è colpa sua).