Sai dov’è l’Isola di Wight? Reportage da un luogo mitico

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Tempo fa ho passato quattro giorni sull’Isola di Wight, dedicando parte del mio tempo alla ricerca di indizi che riconducessero al festival che ha reso mitico questo luogo. Ma con scarso successo: ogni traccia sembra essersi persa nella memoria. In giro mi aspettavo di trovare foto, memorabilia, bar a tema. Niente di tutto ciò. Nel luogo dove si svolse l’edizione che ha generato il mito, quella del 1970, qualche anno fa è stato aperto un campo tendato che si chiama Tom’s Eco Lodge. Per la cronaca, si trova ad Afton Down, nella parte sud-ovest dell’isola, a un tiro di schioppo da Freshwater. Poco più in giù c’è Compton Bay, un’ampia spiaggia oggi presa d’assalto dagli amanti del surf, la stessa dove durante quell’esplosione di “pace, amore & musica” migliaia di ragazzi si tuffavano senza alcun problema nelle acque fredde del Canale della Manica. wight 2In realtà prima di questa c’erano già state altre due edizioni: la prima durò soltanto un giorno, 31 agosto 1968. Un cast composto tra gli altri da Jefferson Airplane, Arthur Browne e T. Rex richiamò circa 10.000 persone. Il festival si svolse nella Ford farm, vicino a Godshill, un villaggio caratterizzato da cottage con i tetti di paglia e con una bella chiesa su in collina. Racconta la leggenda che la gente iniziò a costruire la chiesa nella parte inferiore della collina, ma le pietre continuavano a sparire per poi riapparire, durante la notte, in cima alla collina. Dopo un po’ qualcuno ipotizzò che Dio volesse la sua casa sulla collina, da qui il nome Godshill.

Nel 1969 il festival di spostò a Wootton, i giorni diventarono due, 30 e 31 agosto, gli spettatori 150.000 e sul palco salirono oltre 25 band, tra cui Moody Blues, Pentagle, Who, Joe Cocker, Richie Havens. Ma il più atteso di tutti era Bob Dylan, alla sua prima esibizione dopo il terribile incidente motociclistico del 1966 (si era rotto una vertebra cervicale). Nascosti tra il pubblico, c’erano John Lennon, Yoko Ono, Ringo Starr, George Harrison, Keith Richards, Bill Wyman, Syd Barrett, Eric Clapton, Elton John e Jane Fonda, naturalmente tutti sbarcati sull’isola per assistere al ritorno sulle scene di His Bobness. Tra l’altro, è curioso notare che Michel Delpech, autore di Wight is Wight (da noi nota nella versione dei Dik Dik), s’ispirò proprio a questa edizione del festival per scrivere la sua canzone: sono citati Dylan e Donovan (Wight is Wight / Dylan is Dylan / Wight is Wight / viva Donovan / c’est comme un soleil / dans le gris du ciel / Wight is Wight / hippie, hippie …pie, parole che nella versione dei Dik Dik sarebbero diventate più sdolcinate: “Sai cos’è l’isola di Wight / è per noi l’isola di chi / ha negli occhi il blu / della gioventù / di chi canta hippi hippi pi”).

Però nel 1969 Donovan non c’era, invece ci sarebbe stato l’anno successivo, nell’edizione passata alla storia anche grazie al documentario Message to love di Murray Lerner. Il festival durò cinque giorni, dal 26 al 30 agosto, e sul palco salì un cast che oggi non esiteremmo a definire “stellare”: Kris Kristofferson, Supertramp, Procol Harum, Chicco, The Who, Sly & the Family Stone, Joni Mitchell (fece il diavolo a quattro per esserci: era ancora furente col suo manager che le aveva sconsigliato di andare a Woodstock), Ten Years After, Emerson, Lake & Palmer, Miles Davis, Joan Baez, Jethro Tull, Leoard Cohen. Quello fu anche il penultimo concerto di Jimi Hendrix (morì il 18 settembre a Londra: l’ultimo lo fece al Fehman Festival in Germania il 6 settembre) e l’ultima esibizione europea dei Doors con Jim Morrison (che morì il 3 luglio 1971 a Parigi). Il festival richiamò oltre 600.000 spettatori, una volta e mezzo quelli di Woodstock. Eppure sotto l’aspetto economico fu un fallimento: soltanto una minoranza pagò il biglietto di tre sterline per cinque giorni di musica, la perdita secca per gli organizzatori fu di 125.000 sterline. Un afflusso così massiccio su un’isola che all’epoca era popolata da meno di 100.000 abitanti (oggi ce ne sono circa 130.000) creò problemi enormi: l’organizzazione era pessima e c’era scarsa quantità di acqua, cibo e cessi. I comportamenti anticonformisti di quella folla oceanica furono considerati così “scandalosi” da indurre pochi mesi dopo il Parlamento inglese a votare la cosiddetta “Isle of Wight act”, legge che vietava sull’isola ogni tipo di spettacolo con più di cinquemila persone senza una licenza speciale.

Ecco perché, anche se questo festival ha rappresentato l’apogeo della cultura hippie in Europa, per oltre trent’anni è rimasto in una sorta di limbo. Soltanto nel 2002 si è deciso a farlo rivivere. Da allora si svolge ogni anno a Seaclose Park, alle porte di Newport, e sull’isola di Wight sono tornate a esibirsi star del calibro di Robert Plant, Paul Weller, Rolling Stones, Police, David Bowie, Paul McCartney, Neil Young, Sex Pistols, Coldplay, Tom Petty, Pearl Jam, Bruce Springsteen. L’ultima edizione si è svolta a giugno e, tra gli altri, vi hanno partecipato The Who, Iggy Pop, Stereophonics e Queen + Adam Lambert.wight 4

Oltre a questa, ci sono parecchie altre manifestazioni che ogni anno attirano sull’isola parecchie decine di migliaia di persone. C’è per esempio un altro festival che sta crescendo anno dopo anno, il Bestival: l’edizione del 2016 si svolgerà dall’8 all’11 settembre al Robin Hill Country Park, sul palco saliranno musicisti del calibro di The Cure, Major Lazer, Craig David, Sean Paul e decine di altri.

Un contributo importante all’economia locale viene anche dalle regate veliche, a cominciare dalla famosa e venerabile (la prima edizione è datata 1826) Cowes Week che si svolge ogni anno tra luglio e agosto e che attira sull’isola qualcosa come centomila persone: vi partecipano un migliaio di barche e circa 8.500 velisti.

Forse non tutti sanno che per arrivare sull’Isola di Wight bisogna volare fino a Londra (l’aeroporto consigliato è quello di Gatwick), poi bisogna raggiungere Portsmouth (due ore abbondanti in auto), salire su un battello, e dopo circa mezz’ora di traversata si è giunti a destinazione. Il posto somiglia a un diamante un po’ sghembo e non è molto grande: circa 380 chilometri quadrati, una volta e mezzo l’isola d’Elba. Ogni anno la visitano oltre due milioni e mezzo di turisti. Il perché è presto detto: alcuni sostengono che sia una specie di “Inghilterra in miniatura”, in effetti i paesaggi hanno una grande varietà. La maggior parte degli insediamenti urbani si concentrano nella parte est. Tutte le altre zone sono scarsamente popolate e regalano a chi le visita scorci decisamente pittoreschi, come la lunga scogliera in pietra calcarea che caratterizza la costa occidentale.

Per girarla in lungo e in largo (37 chilometri di lunghezza, 21 di larghezza) basta una giornata, due a prendersela comoda: le stradine sono tutte un saliscendi e non c’è un gran traffico. Tutto è a un tiro di schioppo, eppure ci si perde che è una bellezza, perché i cartelli che indicano i vari paesini e villaggi sono un’autentica rarità. Ma non è un gran male, tanto se uno decide di passare un weekend o una vacanza qui è perché ha voglia di prendersela comoda e di rilassarsi.

Il grosso dei visitatori, cioè gli inglesi, ci viene per visitare Osborne House (foto sotto), che fu la più amata tra le residenze della Regina Vittoria; oppure il castello normanno di Carisbrooke. Molti sono attratti anche dai percorsi di trekking o dalle onde lunghe che permettono di praticare il surf. Gli altri europei in realtà sono attirati dal mito del Festival che si svolse nel 1970.osborne-house

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".