Una lunga estate calda di musica live, ovvero Water Hole Fully Alive!

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Un piccolo e ovviamente disordinato foto album delle “vacanze” 2016.

L’estate volge al termine, abbiamo già girato la pagina di calendario di agosto, avviandoci a concludere una stagione che ci ha visti suonare in lungo e in largo, viaggiando sulle ali della musica e sulle gomme di un Mercedes Vito Vintage che di più non si può (= niente aria condizionata…).

Il mondo nel quale viviamo è zeppo di cose meravigliose come la musica, quella che ascoltiamo, che ci fa sognare, che ci fa ridere e piangere allo stesso tempo ma,è anche ricco di eventi drammatici e sconvolgenti come il terremoto del 24 agosto nelle province del centro sud.

Vecchie cicatrici di chi ha provato quella paura lì si riaprono e la mente torna al “nostro” terremoto, a quei giorni fatti di attesa, di scosse di assestamento, di domande di sicurezza.

Un attore che ci ha dato gioia e risate intelligenti e folli se ne va. Il genio di Gene Wilder farà ridere qualcuno, lassù.

Escono nuovi e meravigliosi dischi nel frattempo, e noi siamo in giro  a suonare.

Portiamo avanti e indietro e su è giù, la musica di “Water Hole”, mio ultimo disco uscito a gennaio del 2016.

La riproposizione live dei pezzi del cd è centrale nella scaletta che più o meno rimane fissa. In questo giro abbiamo persino adottato la track-list del cd per sottolineare quanto è importante fare sentire musica nuova, raccontare in musica la ricerca sonora, spiegare, sudare, arrampicarsi sui suoni.

La formazione base vede schierato in porta Robby Pellati, vero artefice del sound del disco, con la sua scelta di percussioni inventate e e/o recuperate.

C’è il centravanti Luigi Grella alla chitarra acustica, altri vari strumenti e, a volte, i baffi.

Spesso ci raggiunge il guitar wiz Mel Previte con le sue invidiate chitarre e amplificatori da boutique.

Live San Marino Casal Borsetti 5

Mentre, al massimo dello splendore, veniamo impreziositi nella nostra capacità di creare panneggi e volumi, dalla presenza dell’armonica spirituale di Franco “the place” Anderlini.

Ricordare una data piuttosto che un’altra sarebbe fare torto a chi ci ha voluto far suonare ma anche al pubblico, senza temere di apparire retorico, vi dico che ogni concerto è stato per noi prezioso, scorrendo la lista dei vari appuntamenti, amo ricordare un magico concerto a Foza organizzato dal Rive Jazz Club di Bassano, ove la luce del tramonto accarezzava un monumento ai caduti ( tanti, troppi) della prima e seconda guerra.

A Sturno, nel paese che ha dato i natali ai fratelli Grella, abbiamo fatto un bello show ove le canzoni di “Water Hole” si sono presentate nella loro cornice più rock grazie alle invenzioni di Mel Previte.

Qui potete vedere un pezzo del soundcheck del 14 agosto, il pezzo è “For So Long”, tratto da Water Hole.

Prima del concerto…

Posted by Luigi Grella on Mittwoch, 17. August 2016

 

Ora, solo ora, siamo pronti ad affrontare i tre mesi che ci separano dalla fine del 2016.

Continueremo a portare in giro la nostra musica in modalità orgogliosamente analogica, senza trucchetti elettronici che, per carità, non disdegno ma dichiaro, nel senso che non ho preclusioni per l’uso di grooves e quant’altro la moderna tecnologia ci mette a disposizione , pero’ credo vada spiegato quello che succede, vada esplicitato, evitando di fare delle “imitazioni” della vita, intendo chitarre acustiche che tentano di riprodurre le chitarre acustiche, oppure i cori quando non sono trattati alla Kraftwerk ma tentano di essere carini, tastiere aggiunte al lavoro di un tastierista.

Meglio, molto meglio, accettare la nostra umanità storta, sgraziata, che nascondersi dietro ai sotterfugi da Bottega del dottor Mabuse che tanti traffichini da pseudostudio del dottor Caligari ci propinano arrampicandosi sopra le nostre paure. E’ davanti al nostro io brufoloso, sedicenne perenne coi brufoli, che ci viene instillato il dubbio, la paura, la voglia di perfezionare qualcosa che, se provi a perfezionarlo, si demolisce.

A tale proposito, mi torna alla mente, proprio disordinatamente come con la musica, una delle regole del maestro John Cage, salvo poi capire che le regole, non le ha scritte tutte lui, anyway:

REGOLA OTTO: Non tentare di creare e di analizzare allo stesso tempo. Si tratta di due processi differenti.

(Si ringrazia http://spuntidimezzanotte.com/10-regole-studenti-insegnanti-john-cage-corita-kent/)

Illuminante. Non si può creare e analizzare allo stesso tempo.

Mentre stai creando un pezzo di musica, ma anche una foto, forse un quadro o una novella, non puoi analizzare.

E’ proprio quando analizzi che la paura si fa avanti e dietro l’angolo appare la possibilità della mistificazione, che è come quegli sbuffi esagerati di fumo che, sui palchi grandi, vedete soffiare per far risaltare ancora di più le luci.

Abbandonarsi al mare magnum delle sensazioni di libertà e, perché no, alla paura, ecco cosa dobbiamo fare.

Ieri sera, 31 agosto, ho suonato in solitaria sul palco più grande di questo giro, quello dell’Arena del Lago del Festival del Pd di Modena.

E’ stato simbolico che, dopo esserci stretti in un abbraccio poco virtuale, abbia fatto questa esperienza. Ho proposto alcuni brani di Water Hole in apertura dello spettacolo di Gene Gnocchi “Recital”.

Ho capito che le canzoni sono fatte per essere suonate, ringhiate, perdute, lasciate, sui palchi grandi o piccoli che essi siano, senza artifici, in ogni modo, sussurrate, respirate, schiaffeggiate, stese, alzate.

Alla prossima down the road.

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Antonio
Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!