Festa per Radio Popolare con Afterhours e Daniele Silvestri

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© Foto: Riccardo Medana

La ricorrenza dei 40 anni di Radio Popolare non poteva certo risolversi con un’unica festa. Così, dopo i tre giorni di giugno all’ex Paolo Pini, ecco di nuovo svettare il marchio della storica radio milanese, stavolta sul prestigioso palco del Carroponte dove per tutta l’estate si sono esibiti numerosi artisti.
Sul palco Afterhours e Daniele Silvestri, così in ordine di apparizione, anche perchè il live act del cantautore romano nulla ha da invidiare a quello dei milanesi Afterhours capitanati da Manuel Agnelli, atteso come prossimo giudice a X Factor.
Gli Afterhours arrivano da un intenso tour che li ha visti protagonisti da Treviso a Cagliari e Bologna dove il 17 settembre ci sarà l’ultima data. Una band rinnovata e motivata da un album «speciale», quel Folfiri o Folfox pubblicato a giugno. Album difficile da rappresentare dal vivo, per la forte componente emozionale e sofferta che Manuel ha inserito in alcune tracce, specialmente quelle che lo attraversano nel profondo.
Non facile ripetere l’intensità di un brano come Grande, quello che apre l’album e che apre il concerto, un grido, un urlo di dolore, che Manuel affronta da solo con la chitarra e che pone subito in chiaro quello che sarà il resto dello show. Manuel sempre concentrato al centro del palco, pochi movimenti, finchè si libera della giacca per apparire a dorso nudo roteando il filo del microfono che non regge la pressione e vola via, fortunatamente di lato senza far danni.
In formazione i nuovi arrivati Stefano Pilia, già chitarrista dei Massimo Volume, Fabio Rondanini, batterista dei Calibro 35, quindi Roberto Dell’Era al basso, protagonista di album solistici, Rodrigo D’Erasmo che di recente ha suonato allo Sponz Fest di Capossela nell’Orchestrina di Molto Agevole, infine Xabier Iriondo, scatenatissimo alla chitarra elettrica.
Corrono via veloci un paio d’ore con canzoni riprese da album precedenti, ma soprattutto quelle del nuovo corso che appaiono le più sentite dal numeroso pubblico (settemila presenze), come la travolgente Non voglio ritrovare il tuo nome, la ballata Né pani né pesci, il rock pressante di Il mio popolo si fa, con un ritornello da urlare in coro e, pensando al domani, Se io fossi il giudice, per concludere, dopo un paio d’ore serrate, con By by Bombay.
In mezzo un siparietto inedito, con Daniele Silvestri che raggiunge il centro del palco per duettare con Manuel Agnelli, una scena che si ripete durante il concerto di Silvestri per una toccante versione di Riprendere Berlino, stavolta con un palco affollato dalla presenza di altri componenti degli Afterhours, Roberto Dell’Era e Rodrigo D’Erasmo che si trattiene con Silvestri anche un successivo brano. Silvestri, che a Milano è di casa avendo suonato in aprile per due date sold out agli Arcimboldi e poi già al Carroponte in luglio, è sul palco con una numerosa formazione: Piero Monterisi alla batteria, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso, Duilio Galioto alle tastiere, Sebastiano De Gennaro alle percussioni e al vibrafono, Daniele Fiaschi alle chitarre, Marco Santoro al fagotto, alla tromba e ai cori.
Molti i brani da Acrobati, suo ultimo album, da La mia casa a Quali alibi e Pochi giorni, ma anche Le cose in comune, Sempre di domenica, Precario è il mondo, L’appello, Un altro bicchiere e ovviamente Salirò. Tutte suonate con estrema potenza, con un sound da rock band. Ma la vera sorpresa è nel finale, nell’ultima mezz’ora prima di mezzanotte, quando sul palco si aggiungono anche gli Afterhours per un medley che comprende Aria, Voglio una pelle splendida, Dove sei, Non è per sempre, e la cover di Heroes in omaggio a Bowie. Silvestri prosegue il tour il 30 settembre a Siena per un concerto gratuito, quindi sarà a Cupramontana (AN) il primo ottobre.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).