Independence Day Rigenerazione. Ops, ripetizione

Vent'anni dopo gli alieni ci riprovano e i terrestri si riorganizzano. Era meglio di no?

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Independence Day – Rigenerazione
di Roland Emmerich. Con Bill Pulman, Jeff Goldblum, Liam Hemsworth, Jessie Usher, Charlotte Gainsbourg.
Voto 6

Ci risiamo. Nel 2016 gli alieni ci riprovano. Si agitano i catturati nell’area 51, si svegliano i comatosi, sente presagi l’ex presidente (Pulman), in Africa un gruppo armato fa guerriglia contro forze oscure e viene richiamato in azione lo svampito professor Goldblum quando qualcosa entra nell’area terrestre. Benché la Terra sia unita dopo la tentata invasione del 1996 del primo Independence Day e anzi, abbia usato la tecnologia aliena, la nuova minaccia spaziale è un trappolone che la lascia subito senza governo e in balia dell’estinzione. Il regista è lo stesso, i protagonisti (tolto Will Smith, rappresentato dal “figlio” Jessie Usher) solo quasi gli stessi, la situazione è quasi pantografata (terrestri allo scontro finale per forza di volontà ma quasi senza armi, eroismi personali nell’ultima battaglia più un’idea tecnologica che fa la differenza) eppure, nella ricchezza tipica dell’Emmerich catastrofico (mondo in briciole), qualcosa non gira: si apprezzano solo le ripetizioni (il rapporto di Goldblum con lo svampito padre Hirsch, il risveglio del folle professor Okun, con novità dal punto di vista sentimentale) ma nella sarabanda che vede i terrestri fronteggiare una regina sterminatrice (e il suo alveare di dischetti volanti) un po’ troppo simile ad Alien in versione Godzilla, è come se si tirasse a campare. Si sente che la vera minaccia non viene più dallo spazio esterno…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori