ZenFone 3. Base, Deluxe, Ultra, Laser o Max?

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Asus ha presentato in Italia i nuovi smartphone ZenFone di terza generazione. Già il modello “base” ZenFone 3 è davvero ben dotato: ha un display IPS Full HD, un Gorilla Glass con curvatura 2.5D sia davanti che sul retro, una fotocamera da 16MP stabilizzata sia otticamente che elettronicamente e una fotocamera frontale da 8MP con apertura f/2.0. Processore e memoria: Snapdragon 625 da 2.0 GHz accompagnato da 4GB di ram LPDDR2 e ben 64GB di storage. Due opzioni per il display: da 5,2 pollici a 369€ e 5.5 pollici a 399€. Con 300 euro in più si mette in tasca lo ZenFone 3 Deluxe che che si inserisce nel cerchio magico dei top di gamma più blasonati firmati Apple, Samsung e Huawei. Zenfone 3 Deluxe, è realizzato in alluminio, ha un display da 5.7 pollici Super Amoled e una fotocamera da 23 MP con doppia stabilizzazione sia ottica che elettronica. Il “motore” è un processore Snapdragon 820 a 2.15 GHz con ben 6GB di RAM LPDDR4. ZenFone 3 Ultra è invece un “phablet” con display Super IPS e risoluzione Full HD. Stessa fotocamera del Deluxe e processore Snapdragon 625 da 1.8 GHz e 4GB di RAM LPDDR3. Lo storage è di 64GB. ZenFone Ultra offre anche audio Hi-Res e DTS Headphone al prezzo di 649€. Completano la nuova “collezione” Asus 3, due device di fascia media. ZenFone 3 Laser è equipaggiato con display da 5.5 pollici IPS Full HD2GB e integra 2gb di ram LPDDR3 e 32GB di storage (costa 249€). Le caratteristiche fotografiche parlano da sole: la fotocamera è una 13MP con apertura f/2.0 e autofocus Laser da appena 0,03 secondi. Zenfone 3 Max (199 euro) fa anche da battery pack grazie alla batteria da 4.130 mAh. Il corpo è in metallo e il display da 5.2 pollici sempre IPS. La RAM, in questo caso, sale a 3GB LPDDR3 con 32GB di storage.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.