40 anni di U2 in 40 canzoni “dimenticate” [Parte 1]

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Oggi, 25 Settembre 2016, sono passati esattamente quarant’anni da quel lontano Sabato del 1976 quando un timido ragazzo di nome Larry invitò a casa sua un gruppo di ragazzi per formare una band. Nessuno avrebbe scommesso qualcosa sul loro futuro.

Da quella storica session nella cucina di casa Mullen, quattro ragazzi sono cresciuti insieme attraversando quattro decenni di storia ed intingendo i loro album con la politica e gli avvenimenti contemporanei ai loro lavori: dalle guerre civili nel Sud America degli anni ’80 – The Joshua Tree [1987] – alla caduta del muro di Berlino – Achtung Baby [1991] – dalla nascita dell’Unione Europea – Zooropa [1993] – alla guerra nei Balcani – il brano Miss Sarajevo [1995].

Ma la storia degli U2 è costellata anche di brani poco conosciuti, risecati sul lato B del rispettivo singolo ma che di secondario hanno ben poco. Spesso sono piccoli capolavori che avrebbero meritato molta più visibilità non solo dal punto di vista commerciale ma soprattutto da quello relativo ai live della band.

Ecco dunque i primi 10 brani dimenticati – o quasi – della band di Dublino:

1. “Boy/Girl” [1979]

Boy/Girl è il terzo brano dello storico EP Three, l’esordio discografico degli U2 datato 26 Settembre 1979, prodotto da Chas DeWhalley e pubblicato solo in Irlanda.

La canzone parla di una storia d’amore abbastanza tradizionale ma l’affronta con il passaggio dall’infanzia all’età adulta. The Edge chitarrista della band, ricorda: “Era una specie di proto punk della prima ora, una cosa alla Buzzcocks.

Il brano – pur essendo molto adatto per i concerti della prima fase della band – era nettamente inferiore alle altre canzoni, ben più elaborate e mature. Fu suonata per l’ultima volta a Londra, il 3 Settembre 1981, in una trasmissione radiofonica della BBC.


2. “Another Day” [1980]

Another Day fu registrata durante la stessa session di Three ma fu pubblicata cinque mesi dopo, il 26 Febbraio 1980.

La canzone parla dell’angoscia adolescenziale e rappresenta un preludio di ciò che Bono riuscirà ad esprimere pienamente solamente nell’album Boy, nell’Ottobre dello stesso anno. [Approfondimento]

La canzone fu suonata 21 volte live dalla band, l’ultima performance risale al 27 Luglio 1980 al Leixlip Castle in Irlanda.


3. “Touch” [1980]

Touch è la b-side del singolo 11 O’Clock Tick Tock pubblicato il 16 Maggio 1980 – in Irlanda e Regno Unito – e prodotto da Martin Hannett storico produttore di OMD e soprattutto Joy Division. L’incontro tra gli U2 e Hammett avvenne proprio in studio di registrazione nel giorno in cui la band di Ian Curtis stava registrando la loro leggendaria Love Will Tear Us Apart.

Il brano in origine s’intitolava Trevor e affronta la sessualità con aria innocente, tipica dell’adolescenza e delle prime esperienze con l’altro sesso.

Fu suonata 37 volte durante i primi tour della band con l’ultima esibizione che avvenne il 6 Giugno 1981, ad Aylesbury, in Inghilterra, durante il Boy Tour.


4. “Things To Make and Do” [1980]

Brano strumentale senza troppe pretese incluso nel singolo A Day Without Me del 18 Agosto 1980.

Come ricorda The Edge: “Non c’era nessuno in città, a parte me, e avevamo bisogno di un lato B. Così buttai giù quel pezzo sul quattro piste. Ero solo in sala prove. Poi lo mandai in studio e la cosa andò avanti.

Il brano fu suonato maggiormente nel Boy Tour con l’ultima performance – l’unica dell’October Tour – che avvenne il 31 Agosto 1981 a Edimburgo in Scozia. In totale fu presente 59 volte in scaletta.


5. “J. Swallow” [1981]

J. Swallow – a volte indicata col titolo di J. Swallo o Johnny Swallo – fa parte del singolo Fire – pubblicato il 27 Luglio 1981 – che anticipava di ben tre mesi il secondo album degli U2, October.

La canzone parla di un amico della band – un certo Reggie Manuel – appartenente al famoso Lypton Village e fu registrata ancora una volta in fretta e furia poiché serviva un lato B per il singolo.

Non è mai stata suonata live.


6. “A Celebration” [1982]

A Celebration fu pubblicata come singolo il 22 Marzo 1982 tra l’album October e il successivo War [1983]. Fu una mossa discografica per mantenere alta l’attenzione sulla band in assenza di singoli da estrarre dall’album precedente.

Ispirata dalla recensione che Neil McCormick fece di October, e pubblicata sulla rivista Hot Press, la canzone fonde aspetti sociali alla religione cristiana, rispecchiando la profonda visione religiosa che gli U2 di quel periodo infondevano nella loro musica.

Il video del brano – diretto da Meiert Avis – fu girato nella prigione Kilmainham Gaol a Dublino. In veste live fu suonata 32 volte la cui ultima apparizione avvenne il 30 Novembre 1983 a Tokyo, in Giappone.


7. “Treasure (Whatever Happened to Pete the Chop?)” [1983]

Treasure (Whatever Happened to Pete the Chop) fu pubblicata come b-side del famoso singolo New Year’s Day rilasciato il 10 Gennaio 1983 e prodotto da Steve Lillywhite.

Il brano parla appunto di Pete The Chop, un amico di Andrew Whiteway uno dei primi collaboratori del gruppo. C’erano grandi aspettative su questo brano soprattutto dalla casa discografica degli U2, la Island Records, che voleva pubblicarlo come singolo. Anche Paul McGuinness, lo storico manager della band, la pensava così.

Bono ricorda: “Noi sostenemmo che nessuno avrebbe mai dovuto ascoltare quella roba perché avrebbe seppellito la band e Paul si incazzò come una iena quando capì che eravamo decisi a non pubblicarlo. Così alla fine lo triturammo per benino: lo rivoltammo, lo facemmo suonare al contrario, gliene facemmo di cotte e di crude e l’intitolammo Whatever Pete The Chop?

Il nuovo titolo faceva riferimento alla casa discografica”, ricorda The Edge, “che non facevano altro di ripetere a Paul McGuinness: ‘Che fine ha fatto Pete The Chop? Sai quella potenziale hit?’

Non è mai stata eseguita live.


8. “Endless Deep” [1983]

Pubblicata come b-side sul singolo Two Hearts Beat As One, Endless Deep è un brano strumentale molto suggestivo dove il basso di Adam Clayton la fa da padrone.

Guardando all’imminente futuro della band, Endless Deep si avvicina – quasi istintivamente – a quei suoni eterei che da lì a poco Brian Eno infonderà alla band con il loro successivo lavoro, The Unforgettable Fire.

Non è mai stata eseguita live.


9. “Boomerang I” & “Boomerang II” [1984]

Boomerang I e Boomerang II appaiono entrambe come b-sides del singolo Pride (In The Name of Love) – pubblicato il 3 Settembre 1984 – che contribuì a far conoscere gli U2 nel mondo.

Boomerang I è una prima versione strumentale della successiva Boomerang II, quest’ultima completa delle parti vocali. In entrambe le versioni si può sentire l’influenza dei ritmi dance e dei Talking Heads grazie, ovviamente, alla sapiente mano di Brian Eno.

Nessuna delle due versioni è mai stata suonata live.

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10. “The Three Sunrises” [1985]

The Three Sunrises è presente sul singolo The Unforgettable Fire –  pubblicato il 22 Aprile 1985 – e sull’EP Wide Awake in America del Maggio 1985.

Il brano fu scartato alla fine delle sessions di The Unforgettable Fire perché venne ritenuto non adatto alla scorrevolezza d’ascolto dell’intero lavoro. E’ comunque una traccia molto interessante grazie al suo arrangiamento che richiama moltissimo i Beatles, soprattutto per le linee melodiche molto pop e stratificate, dove è possibile ascoltare Eno e Lanois contribuire ai cori.

Neil McCormick la definisce così: “Una delle migliori outtakes degli U2.

Non è mai stata suonata live.

CONTINUA CON LA PARTE 2

Gabriel Cillepi
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