40 anni di U2 in 40 canzoni “dimenticate” [Parte 2]

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Gli U2 a Los Angeles sul tetto del "Million Dollar Hotel" [1987] | Photo By: ©Anton Corbijn
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11. “Love Comes Tumbling” [1985]

Love Comes Tumbling è una perla nascosta, un capolavoro ingiustamente dimenticato negli anni.

Pubblicata anch’essa come b-side del singolo The Unfogettable Fire e sull’EP Wide Awake in America possiede un’atmosfera unica nel panorama U2ico grazie all’affascinante arrangiamento e alla superba interpretazione di Bono, capace di trasmettere la malinconia amorosa di cui è intriso il brano.

Esistono tre versioni di Love Comes Tumbling:

  • Studio Version (quella che trovate nel video sottostante);
  • False Start (identica alla Studio Version ma con un attacco differente);
  • Alternate Vocal Mix (con testo differente).

Nessuna versione di Love Comes Tumbling è mai stata suonata live.


12. “Bass Trap” [1985]

Altro brano – stavolta strumentale – presente sul singolo di The Unforgettable Fire del 1985. E’ una composizione molto evocativa che riprende le atmosfere ambient con cui Brian Eno influenzò gli U2 in quel periodo.

The Edge ricorda: “In quel periodo sperimentavamo approcci diversi alla composizione. Brian era molto interessato a questo processo e Bass Trap ne è un buon esempio. Usò un congegno molo rudimentale per ‘intrappolare’ il giro di basso di Adam. Una cosa simile a quello che fa Philip Glass. Parti con una progressione di note semplicissime e poi ci sovrapponi altre melodie. Può essere una cosa molto a effetto.

Il brano non è mai stato suonato ad un concerto.


13. “Sixty Seconds in Kingdom Come” [1985]

Secondo brano strumentale presente sul singolo The Unforgettable Fire.

Bollato da The Edge come “un altro brano strumentale che non è mai andato da nessuna parte“, ha invece un interessante giro di basso e una marcata tensione musicale che poteva sfociare in un ottimo brano.

Non è mai stato suonato live.


14. “Luminous Times (Hold on to Love)” [1987]

Luminous Times (Hold on to Love) – pubblicata come lato B del singolo With or Without You del 16 Marzo 1987 – fa parte del trittico Walk To The Water/Luminous Times/With or Without You.

Le tre canzoni, infatti, nacquero con l’idea di essere tre parti di una stessa storia – non a caso sono incluse nello stesso singolo.

The Edge afferma: “Ricordo ancora che dissi a Eno: ‘Occhio! Secondo me questo vale quanto tutti gli altri pezzi dell’album. Credo che dovremmo lavorarci sopra.’ E Brian rispose: ‘Forse hai ragione ma non credo che ne abbiamo il tempo.’ A malincuore non l’abbiamo finito.

Luminous Times (Hold on to Love) possiede un climax musicale davvero sontuoso: il pianoforte è in primo piano con le sue note cariche di riverbero e Bono sembra lottare attraverso la sua voce, creando un botta&risposta con la band che inizia a salire di intensità sino al finale maestoso.

Malgrado la sua indubbia bellezza non è mai stata suonata live.


15. “Walk to the Water” [1987]

Walk to the Water – in origine Present Tense – prende in prestito la narrazione tipica di Patti Smith: Bono recita una poesia che racconta l’incontro tra i suoi genitori su un tappeto musicale psichedelico introdotto dalle note stonate di pianoforte, la chitarra di Edge tesse arpeggi carichi di pathos, il basso di Adam regge la tensione con un giro di basso basilare ma efficace e Larry accompagna il tutto con calma apparente.

The Edge afferma: “A me pareva venisse fuori così bene, ma ci mancò il tempo per prepararla prima della fine dell’album.

Bono, all’epoca, confidò a Hot Press: “L’album è quasi incompleto. ‘With or Without You’ non ha molto senso senza ‘Walk To The Water.’ E ‘Trip Through Your Wires’ non ha molto senso senza ‘Sweetest Thing’.” Ciò dimostra come molte canzoni erano state concepite come “capitoli” di una stessa storia che andava sviluppandosi durante l’ascolto.

Malgrado ciò, Walk To The Water rimane un capolavoro. Non c’è nulla da aggiungere. Anche questo brano non è mai stato suonato live ma è stato citato due volte come snippet: la prima volta all’interno di 40 – l’11 Novembre 1987 – e l’ultima volta all’interno di Bad, il 13 Giugno 1992.


16. “Spanish Eyes” [1987]

Spanish Eyes appare come b-side nel singolo di I Still Haven’t Found What I’m Looking For pubblicato il 25 Maggio 1987. La canzone è la prima ad avere una carica erotica così sfacciatamente esplicita, ed è precorritrice di quelle tematiche a sfondo sessuale che saranno affrontate solamente quattro anni più tardi con Achtung Baby.

The Edge ipotizza il soggetto della canzone: “Io credo francamente che quegli ‘occhi da spagnola’ si riferiscano ad Ali [moglie di Bono ndr]. Penso che Bono avesse in mente proprio quello.

Il brano è stato suonato 13 volte nel 1987 durante il The Joshua Tree Tour e, dal 1992 ad oggi, solamente 4 volte nei soli concerti spagnoli. L’ultima volta fu suonato il 10 Ottobre 2015 durante il concerto dell’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour che si è svolto a Barcellona.


17. “Deep in the Heart” [1987]

Deep in the Heart accompagna Spanish Eyes sul singolo di I Still Haven’t Found What I’m Looking For. 

Anche questo brano ha una forte carica erotica ma è molto più inquietante sotto il profilo del sound: The Edge si “limita” a creare tensione con armonici e note cariche di delay; Adam Clayton, dal canto suo, crea un giro di basso molto minaccioso che da un senso d’oscurità al brano; Bono canta con voce sofferta a volte al limite del sussurro.

Deep in the Heart non è mai stata suonata live ma è stata citata una sola volta, il 15 ottobre 2001, all’interno di Out of Control.


18. “Silver and Gold” [1987]

Silver and Gold nasce in realtà nel 1985 per far parte del progetto Artists United Against Apartheid.

Scritta da Bono – insieme a Keith Richards e Ronnie Wood dei Rolling Stones – viene riarrangiata dai soli U2 nel Maggio 1987 e inclusa nel singolo Where The Streets Have No Name del 31 Agosto dello stesso anno.

La canzone è pesantemente contaminata dal blues americano e troverà la sua consacrazione nella performance live inclusa nel film-documentario Rattle and Hum del 1988.

Il brano è stato suonato 11 volte solamente durante il The Joshua Tree Tour con l’ultima performance che risale al 26 Novembre 1987 durante il concerto di Baton Rouge, in Lousiana.


19. “Race Against Time” [1987]

All’inizio delle sessions, The Joshua Tree doveva essere un doppio LP dal titolo The Two America con influenze ambient figlie delle esperienze accumulate con il precedente disco. Brani come Race Against Time avvalorano tale ipotesi, facendoci capire come poteva suonare diversamente l’album del 1987.

Era una specie di pezzo dal ritmo afro che avevo elaborato” dichiara The Edge. “Ci lavorammo un po’ su ma ci accorgemmo che non era possibile inserirlo su disco; così lo mettemmo da parte.

Pur essendo un brano strumentale di secondaria importanza, Race Against Time possiede un groove che ritroveremo solamente nel decennio successivo, quando gli U2 abbandoneranno l’America e inizieranno ad esplorare l’Europa.


20. “Hallelujah (Here She Comes)” [1988]

Hallelujah (Here She Comes) nacque dalla stessa session di Desire e Angel of Harlem. A differenza degli ultimi due brani – che furono inclusi sull’album Rattle and Hum – la canzone in esame non fu ritenuta adatta per entrare a far parte della tracklist di un disco degli U2.

Si tratta di un gospel con un marcato carattere gioioso e ottimistico. Fu scritta durante la jam che Bono e The Edge fecero a casa di John Heather, nel Connemara, e successivamente fu inserita come b-side di Desire, pubblicato il 19 Ottobre 1988.

CONTINUA CON LA PARTE 3

Gabriel Cillepi
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