Frantz. Un Ozon da Lubitsch

Dopo il massacro un soldato francese porta fiori sulla tomba di un tedesco. Perché?

104
0

Frantz
di François Ozon. Con Pierre Niney, Paula Beer, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Johann von Bülow.
Voto 7 e 1/2

La grande guerra è finita e in un villaggio tedesco di vedove, ragazze sole, vecchi e mutilati arriva il giovane Adrien (francese) che piange e mette fiori sulla tomba del soldato Frantz (tedesco). Se ne accorge la fidanzata di Frantz, Anna, che lo aiuta nel duro compito di introdurlo alla famiglia del morto. In questi incontri Adrien ricorda l’amicizia parigina con Frantz, le loro chiacchierate, la musica e l’arte. Anna a poco a poco si innamora di Adrien. Adrien torna in Francia e un giorno Anna lo raggiunge e scopre che… Che il cinema di Ozon stavolta si cimenta con un film di Lubitsch del 1932 (Broken Lullaby, da noi L’uomo che ho ucciso) che fin dal titolo rivela il segreto di Adrien, che Frantz l’ha incontrato in trincea e ne sente ancora il rimorso. Il bianco e nero è splendido ed evocativo come le foto di August Sander, l’operazione è doppiamente subdola perché rievoca un mondo di forme in apparenza composte che dal sangue più feroce venivano e al sangue stavano per tornare, e c’è un inquietante quadro di Manet che spiega un mistero. Ma al fondo, pur di serie A, Frantz resta un esercizio di stile. A Venezia Coppa Volpi a Paula Beer.

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori