Flite. La leggerezza si sente

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Presentata all’ultime edizione dell’IFA di Berlino, la nuova gamma di cuffie Flite di Philips arriva anche in Italia. Sono tre modelli nelle versioni con filo o Bluetooth, facili da riporre e comodi da indossare intorno al collo grazie alla fascia piatta. Insieme al parametro della portabilità le Flite curano particolarmente anche leggerezza e ergonomia. Costruite con materiali ultra light, le Flite seguono i contorni naturali della testa per un comfort costante anche con utilizzo prolungato. La gamma comprende tre modelli: Ultrlite, Everlite e Hyprlite.
Ultrlite (SHB4405) top di gamma, è una cuffia con connessione Bluetooth, driver 32 mm e microfono per le conversazioni integrato. Dotata di padiglioni ripiegabili Ultrlite si puo avere con finitura nera o bianca. È disponibile anche la versione con filo (SHL4405).
Everlite (SHL4805) è una cuffia a padiglione con drivers da 32 mm ad alta potenza che offrono un suono fedele. Grazie anche all’archetto leggero e ai cuscinetti morbidi ed ergonomici che creano un isolamento acustico dal rumore ambientale. Everlite ha il microfono integrato sul cavo per ricevere le chiamate e consente di mettere in play e pausa la musica. Il cavo è del tipo anti attorcigliamento. Everlite èdisponibile nelle finiture nero e bianco con dettagli rosa.
Hyprlite (SHE 4205) sono invece auricolari earbuds con trasduttore da 12 mm, accordo per le basse frequenze e finiture satinate. La risposta in frequenza è compresa tra 9 e 23.000 Hz, l’impedenza 16 ohm e la sensibilità pari a 105 dB.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.