40 anni di U2 in 40 canzoni “dimenticate” [Parte 4]

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Gli U2 durante le riprese del video "Elevation" [Aprile 2001] | Photo By: ©Anton Corbijn
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31. “Two Shots of Happy, One Shot of Sad” [1997]

Era il 1993 quando Bono duettò con Frank Sinatra nel brano I’ve Got You Under My Skin. Suo padre, Bob Hewson, gli disse che solo da quel momento in poi poteva ritenersi un vero cantante.

Lo swing è sempre stato un genere molto congeniale per Bono, grazie alla sua voce calda e pastosa sulle basse tonalità e l’espressività interpretativa che possiede. Quasi per voler “restituire il favore” a Sinatra, Bono scrisse Two Shots Of Happy, One Shot Of Sad pensando proprio a “The Voice”, e gliela mandò per fargliela incidere. Ma Sinatra, sfortunatamente, non lo fece mai.

Gli U2, allora, la registrarono da sé e la inclusero come b-side nel singolo If God Will Send His Angels dell’8 Dicembre 1997.

La canzone è qualcosa di meraviglioso: gli arrangiamenti d’archi di Craig Armstrong e la superlativa prova vocale di Bono ne fanno uno dei brani più belli in assoluto della band di Dublino che dimostra la loro capacità di adattarsi anche ad un genere così lontano dalle loro consuetudini.

In veste live fu suonata solamente tre volte ma mai ad un concerto degli U2: la prima volta fu eseguita come tributo proprio a Frank Sinatra il 14 Dicembre 1995, in occasione del suo ottantesimo compleanno; la seconda volta, invece, fu durante il programma Spectacle di Elvis Costello Spectacle il 15 Settembre 2009 mentre, l’ultima esecuzione, avvenne il 2 Novembre 2015 a Londra per il programma televisivo Sinatra 100 della CBS, in occasione dei 100 anni dalla nascita di “The Voice”.


32. “The Ground Beneath Her Feet” [2000]

All’inizio del nuovo millennio, tra i fans, girava voce che il nuovo album degli U2 stava per essere pubblicato. Così, quando nel Marzo 2000 la band pubblicò un album dal titolo The Million Dollar Hotel, tutti pensarono che si trattasse effettivamente del nuovo lavoro dei ragazzi di Dublino. Il loro manager, Paul McGuinness – per non creare confusione – suggerì di non mettere in copertina il nome “U2” in modo da distinguere The Million Dollar Hotel da All That You Can’t Leave Behind, il “vero” album degli U2 che uscì nell’Ottobre dello stesso anno.

Ho messo vero tra virgolette perché The Million Dollar Hotel – pur essendo una colonna sonora – è a tutti gli effetti un album degli U2. Il cd non produsse singoli, o meglio, fu rilasciata The Ground Beneath Her Feet ma solo sul mercato promozionale e fu girato un video diretto da Wim Wenders.

Il brano è entrato di prepotenza tra le migliori canzoni della band e possiede anche una storia curiosa: il testo fu scritto da Salman Rushdie – autore del romanzo da cui la traccia prende il nome – riprendendo in chiave metaforica il mito di Morfeo e Euridicee; Bono la presentò al resto della band per includerla in All That You Can’t Leave Behind ma The Edge, Adam e Larry la definirono un “insalatone” ossia una ballata senza né capo né coda, rifiutandosi così di lavorarci.

Lo stesso Bono ricorda: “La faccio ascoltare agli altri e loro pensano ‘Ah, è così…’. Fra di noi le chiamiamo le ‘ballate insalate’ e così loro dicono ‘Ah, un’altra insalata!’. Allora io penso: ‘Ok, la tengo per The Million Dollar Hotel’. Appena finita, tutti tornano da me e mi domandano: ‘Perché dai questo pezzo al film?’. E io rispondo: ‘Quando ve l’ho fatta sentire, non avete fatto una fottutissima piega, nessuno di voi si è messo a saltellare per l’entusiasmo! Avete pensato che fosse un pezzo carino ma che in fondo fosse solo un’altra insalata’. E invece cercavano una bistecca o roba del genere. Non so cosa cercassero. Sushi, forse. Carne cruda!

Il risultato fu sconvolgente, a detta di molti è addirittura il miglior brano della band dal 2000 in poi. Wim Wenders se ne innamorò follemente e fu felicissimo di includerla nel suo film.

Fu pubblicata come bonus track sulla versione UK, giapponese e australiana di All That You Can’t Leave Behind ma fu solo una magra consolazione per un brano di tale bellezza.

Live fu suonata 33 volte ma sempre in acustico: la prima volta, in anteprima, il 6 Aprile 1999 per la BBC; l’ultima volta il 19 Agosto 2001 a Londra.

Da ricordare soprattutto l’esibizione a Sanremo del 26 Febbraio 2000 con Bono e The Edge che stregarono il Teatro Ariston.


33. “Stateless” [2000]

Anch’essa inclusa nella colonna sonora di The Million Dollar Hotel, Stateless è una canzone dai tratti indefiniti che sembra ricalcare anche in musica il suo essere “senza stato”. Tutto l’arrangiamento sembra fluttuare intorno alla voce di Bono, donandogli un’aria eterea che si avvicina molto al concetto impressionista che gli U2 avevano ai tempi di The Unforgettable Fire.

La canzone riprende la figura del vagabondo – già usata in precedenza per il brano The Wanderer – e descrive la sensazione di esistere solo in apparenza, vivendo una vita vuota e senza appigli terreni. Il testo è un concentrato di poesia malinconica:

“Non ci sono colori nei tuoi occhi/Non c’è la luce del sole nei tuoi cieli/Non c’è gara, solo il premio/Non c’è domani, solo questa notte/Senza stato, qual è la differenza?”

Non è mai stata suonata live.


34. “Summer Rain” [2000]

Summer Rain è il lato B di Beautiful Day [9 Ottobre 2000], primo singolo estratto da All That You Can’t Leave Behind.

Sebbene sia una canzone molto semplice in chiave semi-acustica, essa possiede un testo interessante e un’atmosfera bucolica che la rendono molto sixties nelle sonorità. Bono paragona il perdersi tra la pioggia estiva del Sud della Francia – dove è stata registrata – al senso di rinascita spirituale, scrivendo versi che parlano di vecchiaia apparente:

Quando smetti di vedere la bellezza/Cominci ad invecchiare/Le linee sul tuo volto/Sono una mappa per la tua anima/Quando smetti di correre rischi/Rimarrai dove sei seduto/Non vivrai più oltre/Ma avrai solo impressione di farlo

Mi sono perso nella pioggia estiva…

The Edge afferma: “Mi piace questa canzone. Non era però all’altezza degli altri brani del disco. A volte far uscire un pezzo come quello come facciata B spiace, perché sai che ha delle potenzialità. Ma è comunque bello per i nostri fans e per noi averlo pubblicato.


35. “Always” [2000]

Always non è altro che la prima versione di Beautiful Day, nonché presente come lato B sul singolo di quest’ultima e sull’EP U2 7 – o semplicemente 7 – del 22 Gennaio 2002.

A mio parere Always risulta essere più particolareggiata nell’arrangiamento rispetto alla sua forma definitiva, dove invece Beautiful Day suona più lineare. The Edge la pensa però diversamente: “E’ una canzone che fin da subito aveva un bel titolo. Pensavamo avesse anche delle potenzialità, ma in realtà non era né unica né speciale. Quando finimmo Beautiful Day decidemmo quindi di utilizzarla come facciata B. Non sta in piedi.

Ovviamente, essendo una early version di un altro brano, non è mai stata suonata live.


36. “Big Girls Are Best” [2001]

Nata dalle sessions di PoP, Big Girls Are Best rimase solamente una bozza sino a quando non fu completata e pubblicata come b-side del singolo Stuck in a Moment You Can’t Out Of del 29 Gennaio 2001.

Possiede un sound tipicamente Oasis e un testo molto criptico: sembra parlare di legame materno, forse tra la madre incinta e il suo bambino – da qui le “grandi ragazze” citate nel titolo – unendo il tutto con una vena eccentrica che a tratti sfocia nell’erotismo.

Non perderei molto tempo sul testo“, taglia corto The Edge, “ma è un bel pezzo rock. Io penso che quando Bono parla di ‘grandi ragazze’, intenda ‘grosse ragazze’…Non tettone o cose del genere. Parla di donne che non sono degli stecchini. Riuscimmo a trovare un quarto d’ora a Los Angeles per finirla. E ce l’abbiamo fatta. E’ assolutamente molto approssimativa.

Non è mai stata suonata live.


37. “Are You Gonna Wait Forever?” [2004]

B-side del singolo Vertigo, rilasciato l’8 Novembre 2004, Are You Gonna Wait Forever? ricalca le sonorità rock di How To Dismantle An Atomic Bomb senza però eccellere in nessuna caratteristica.

Musicalmente simile ad All Because of You – con un mood più malinconico – venne scartata semplicemente perché non aggiungeva nulla al disco. Interessante da ascoltare per “sbirciare” nel dietro-le-quinte del processo creativo della band.

Non è mai stata suonata live.


38. “Wave of Sorrow (Birdland)” [2007]

Brano nato nel 1987 che in origine si intitolava semplicemente Birdland.

Venne ripescato e completato nel 2007 per poi essere incluso nella versione rimasterizzata di The Joshua Tree, in occasione del ventennale dell’album.

La musica ci riporta indietro ai paesaggi desertici: il drammatico pianoforte di The Edge accompagna la voce di Bono – quest’ultima registrata nel 2007 – attraverso un incedere lento e sofferto. Indubbiamente un bel brano che a tratti lascia senza fiato.

Resta la curiosità di come avrebbe suonato se gli U2 l’avessero finito nel 1987. Ma è già una fortuna che l’abbiano pubblicato.

Wave of Sorrow è stata suonata solamente una volta il 23 Novembre 2007 alla Union Chapel di Islington, in Inghilterra.


39. “Disappearing Act” [2009]

Altra canzone “ripescata”, questa volta in occasione della ricorrenza del 25° anniversario dall’uscita di The Unforgettable Fire. Qui siamo di fronte ad una gemma di rara bellezza.

Pur essendo una demo riarrangiata e completata nel 2009, gli U2 son riusciti a mantenere le atmosfere sognanti dell’album del 1984: la chitarra di The Edge – che alterna l’immancabile delay all’uso dell’ebow per le sublimi note allungate della sua sei corde – infonde maestosità alla composizione e, unita alla sessione ritmica di Adam e Larry, dona a tutta la canzone una tensione nervosa che viene smorzata solamente dalle morbide voci corali in sottofondo;  la voce di Bono, pur non essendo potente come quella su The Unforgettable Fire, ha una interpretazione fantastica trasmettendo un sentimento dolce/amaro all’ascoltatore. E poi il finale, dove fa capolino il pianoforte dalle note di ghiaccio che ritorna direttamente da October. Brividi.

Non è mai stata suonata live.


40. “Mercy” [2010]

Mercy è uno di quei rimpianti U2ici che tutt’oggi disturba il sonno di moltissimi fans nel mondo – compreso il mio.

Nata durante la lavorazione di How To Dismantle An Atomic Bomb, finì su internet in seguito al furto di materiale audio dagli studi di registrazione – solita storia che si ripete dal 1991.

Quello che milioni di fans potettero ascoltare fu un brano lungo più di 6 minuti che esaltò tutti, facendo gridare al miracolo. La band – forse risentendo della pubblicazione anticipata della canzone – non la portò avanti, escludendola dal disco. La delusione invase forum e siti internet: una delle migliori canzoni partorite dalle sessions non era in tracklist, e al suo posto la band preferì inserire brani nettamente inferiori.

La traccia non fu mai più pubblicata sino al 26 Novembre 2010 quando venne inclusa – profondamente modificata – sull’EP dal vivo Wide Awake in Europe. Purtroppo la nuova versione fece perdere tutto il fascino originale del brano risultando non solo più corta di due minuti ma anche più “convenzionale”, senza quell’eccentrica bellezza della sua versione precedente.

E’ stata suonata 10 volte durante il 360° Tour.


Bonus Track: “Winter” [2009]

Menzione speciale per questa outtake di No Line On The Horizon.

Venne scartata sul finire delle registrazioni, quando la band rientrò in studio perché non soddisfatta del lavoro svolto sino ad allora. E fu un vero peccato.

Winter è un brano che poteva risaltare moltissimo all’interno del disco grazie alla sua atmosfera decadente e malinconica. A dimostrazione di ciò Anton Corbijn la incluse nel suo film Linear  – una sorta di storia visiva che veniva narrata attraverso le canzoni del’album – mantenendola anche dopo il cambio di tracklist da parte della band.

Il brano, dopo Mercy, è uno dei rammarichi più grandi per i fans. Certo: la versione sottostante di Winter non è perfetta dal punto di vista dell’arrangiamento – notare l’introduzione che suona troppo alla Viva La Vida dei Coldplay – ma se la band le avesse dato più fiducia sarebbe sicuramente migliorata, potendo diventare la punta di diamante dell’album.

Se poi consideriamo il fatto che gli U2 rientrarono in studio per via di “mancanza di hits” e ne uscirono dopo aver inciso Get on Your Boots, I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight e Stand Up Comedy, includendole tutte e tre in No Line on The Horizon…c’è solo da domandarsi il perché di tale scelta.

Esiste una versione differente del brano inclusa nella colonna sonora del film Brothers che venne candidata alla 67ª edizione dei Golden Globe nella categoria “Miglior Canzone Originale”. La canzone, però, non riuscì a vincere il premio.

Nessuna delle due versioni è mai stata suonata live.

Gabriel Cillepi
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