Spira Mirabilis. La spirale dell’universo

Guglie, meduse, hang e indiani. L'immortalità?

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Spira Mirabilis
di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi
Voto 6-

Acqua (una medusa che in sostanza riproduce se stessa e si perpetua), Aria (il suono dell’hang), Terra (le guglie del Duomo perennemente ristrutturate), Fuoco (i riti dei pellerossa e il ciclo del fuoco). I quattro elementi, abbinati a Marina Vlady che legge L’immortale di Borges dovrebbero dare il senso dell’immortalità. Ovvero i quattro documentari mescolati (sul giapponese che studia il ciclo delle meduse, sulla Fabbrica del Duomo che ristruttura le guglie, sui costruttori svizzeri dello strumento a percussione hang, sugli indiani che si ribellarono al governo americano a Wounded Knee) dovrebbero rendere quella costante (La Spira Mirabilis, La spirale meravigliosa) che nell’universo impronta di sè il movimento delle galassie, la forma delle conchiglie, il volo degli uccelli. Sì, forse. Però, l’accostamento non suona armonico. Anzi, senza una spiegazione esterna, di per sè, alla visione appare solo l’alternarsi di scene da quattro documentari, a volta affascinanti, a volte ripetitive, talvolta tecniche: il docu sulla Veneranda Fabbrica del Duomo era nato come lavoro a sè, per aiutare la ristrutturazione. C’è tutt’ora una campagna (adotta una guglia, che per gli stranieri è “Adopt a Spire”…). Però, ci spiace, la spira non ci ispira…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori