Diego Mancino: un invito a capirsi di più

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foto di Viola Damiani

Diego Mancino è un cantautore e un artista onesto. Ti guarda negli occhi mentre parla, e nel momento in cui canta esprime esattamente tutta la sincerità e la forza che ritrovi nelle sue canzoni.
Dopo avere scritto canzoni per tante voci italiane molto amate come Emma, Noemi, Cristiano De Andrè e Francesco Renga, Diego torna nella veste di autore e interprete con Un invito a te. Un disco nato grazie al crowdfounding, durato due mesi, per il quale “ci voleva un briciolo di coraggio”, commenta Diego. Un invito a te, il brano che dà il titolo al disco, ha fatto un bel giro per avere il parere di colleghi come Giuliano Saniorgi e Daniele Silvestri, che voleva essere addirittura a capo del progetto di crowfounding. Parte delle canzoni sono state scelte dai suoi amici, che si riunivano a casa sua. “Avere avuto un feedback così importante è stato fondamentale”, racconta Diego “Sono circondato da persone oneste e serie.”
Un disco che vuole essere “un invito a lasciarsi un po’ liberi da certi schemi mentali. Vuole raccontare una sorta di meccanismo emotivo, e che offre l’opportunità di rendere empatico l’ascolto.” A chi gli chiede se abbia scelto uno stile preciso per questo lavoro, Diego risponde in modo chiaro e diretto ancora una volta: ”non mi sono posto un suono o un pubblico di riferimento. Ascolto vari generi musicali e addirittura faccio rap per qualche istante.” Un disco che vuole semplicemente esprimere delle emozioni, perchè “la musica è un gioco molto serio, ma è un gioco.”
E addirittura, spiega Diego, “la sincerità all’interno della musica può servire da esempio. Le canzoni pop possono aiutare a capire chi siamo dal punto di vista sentimentale.”
Un invito a te è un disco pop “ma nel senso più alto del termine, con una profondità e una durezza sincera.”
A chi pone l’accento sulla sua carriera di autore per altri cantanti, Diego spiega che non sempre una propria canzone può essere cantata da qualcun altro perchè “alcune sono molto attaccate all’autore. E non si pensa mai a chi deve cantarla, si pensa soltanto a scrivere una bella canzone.”
Oltre ad essere un artista sincero, Diego è soddisfatto del suo lavoro perchè “questo disco è pieno di gesti reali.” Un disco che parla così tanto di lui, al punto da inserire al suo interno la cover di una bellissima canzone di Luigi Tenco, “Ragazzo mio”. Una canzone che gli ricorda suo padre, che aveva un’orchestra di night, ed è “una canzone che racconta me e gli altri in modo moderno. Essere un uomo, avere delle idee e fare qualcosa di costruttivo. L’ho cantata perché è moderna.”, spiega. Un disco che lo rappresenta totalmente, a cominciare dalla copertina, di cui si è occupata Maura Esposito: “questo disco è simile ai suoi lavori. Il gorillone all’interno sono io. Protettivo quanto pericoloso. “Vieni a guardarmi l’anima, vieni a cercarla tu”, questo voglio dire.”
A chi gli chiede se gli interessa la notorietà, Diego non ha dubbi: “Essere famosi in questo paese è molto pericoloso. A me la musica piace. Mi auguro che questo disco possa essere molto seguito, ma la fama non la cerchi. Ormai sono passati gli anni in cui volevo essere Michael Jackson. Sono una persona emotivamente debole, voglio solo fare bei dischi e bella musica.”

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.