Ben -Hur. Colossal in miniatura

Remake di una “Una storia di Cristo” con poco Cristo e poca storia

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Ben-Hur
di Timur Bekmambetov
con Jack Huston, Toby Kebbell, Morgan Freeman, Rodrigo Santoro, Nazanin Boniadi
Voto 5/6

La storia è quasi la stessa del film di Wyler. Mentre Gesù predica  il principe ebreo Ben Hur cade in disgrazia e finisce condannato alle galere. Torna e nel circo di Gerusalemme salda i conti con il traditore Messala mentre Cristo sale in croce. Visto questo remake sorgono alcune domande. Perché fare un colossal in miniatura? Perché aprire il film con le bighe? Sembra una raccomandazione giornalistica: metti in testa la notizia. Perché fare di Messala in pieno dominio di Roma un romano adottato da un principe ebreo ? Poi avrebbe avuto più problemi a combattere per Roma. Perché tutti sembrano russi travestiti e Gesù un parente gentile di Ivan il Terribile? Lo so: nei colossal di Hollywood tutti i palestinesi sembrano americani. Perché le bighe si sfasciano come carbonio in  Formula 1 e Ben-Hur e Messala quando fanno le curve strette a cavallo sembrano due piloti di MotoGP? Ciò detto il Ben-Hur di Bekmambetov rispetto al modello di Wyler sembra un corto e mantiene le promesse implicite (essere esagerato “alla Bekmambetov”) solo in un paio di momenti della corsa delle bighe e nella battaglia navale. Per il resto sembra pantografare la vecchia storia con svogliatezza (tolta tutta la parte in cui Ben Hur andava a Roma adottato dal senatore e diventava un asso del circo) e con poca convinzione. O Bekmambetov aveva a cuore qualcosa che ci sfugge o questo è un assaggio di 125 minuti di una miniserie di molte ore, comunque la spiacevole sensazione di base è di assistere a un colossal mutilato e rimontato.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori