iPad Pro. Novità in punta di penna.

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Tablet a chi? Il nuovo iPad Pro ha uno schermo gigante e rappresenta chiaramente un “ibrido”, un punto di incontro tra tablet e notebook. Può anche avere una tastiera e può essere dotato di pennino per scrivere e disegnare. Lo schermo da 12,9 pollici ha una risoluzione di 2048 x 2732 Mpixel e una densità di circa 265 PPI: per godersi al meglio video, film e giochi oltre che per lavorare. Sotto l’elegante scocca in lega di alluminio con uno spessore di soli 6.9 mm e un peso “piuma” di 712 grammi troviamo i nuovo microchip A9, più potente di quello dell’iPad Air 2 e “anni luce” più veloce di un normale iPad. Le dimensioni del display permettono di riprodurre una tastiera virtuale di dimensioni standard. In più, grazie al nuovo Smart Connector, è possibile agganciare l’iPad Pro a una tastiera super sottile, che si trasforma anche in custodia. Altra grande novità è la possibilità di utilizzare un pennino: l’Apple Pencil che, secondo la casa, permette di modulare il tocco fino sfiorare anche il singolo pixel. Il risultato è una flessibilità d’uso mai vista prima: si può disegnare e scrivere sull’iPad Pro usando il pennino o il tocco delle dita o entrambe contemporaneamente.
iPad Pro ha un sistema audio con quattro speaker e una potente batteria con durata di 10 ore, grazie anche alla “refresh rate” variabile che consente di risparmiare energia, rallentando la frequenza quando si visualizza un documento o una pagina Web dopo averli scaricati. Completano la dotazione una fotocamera frontale iSight da 8 Mpixel, moduli Wi-Fi, 4G-LTE e Touch ID.
A novembre Apple iPad Pro sarà disponibile in tre colori, Silver, Gold e Space Gray, e in tre modelli: Wi-Fi only da 32 o 128 GB, rispettivamente a 749 e 949 dollari e 4G da 128 GB a 1079 dollari. Prezzi a cui bisogna aggiungere la Smart Keyboard a 169 dollari e la Apple Pen a 99 dollari.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.