La storia di “My way”: da Frank Sinatra ai Sex Pistols (e oltre)

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Uno dei momenti topici nella storia del punk è sicuramente quando Sid Vicious stravolge a modo suo uno degli evergreen più famosi di tutti i tempi, My way: all’epoca aveva già abbandonato i Sex Pistols, ma si sarebbe riunito per pochi giorni alla band per incidere alcuni brani per la colonna sonora del  film The great rock’n’roll swindle. E quella cover sarebbe diventata memorabile.
Ma quanti conoscono la vera storia di questa canzone? Eccola…
30 dicembre 1968, un lunedì: Frank Sinatra entra in una sala di Los Angeles per incidere My way, quello che sarebbe diventato il suo più grande cavallo di battaglia, e del quale esistono oltre duemila versioni in almeno venti lingue, con arrangiamenti d’ogni tipo, da quelli rock dei Pearl Jam e degli Strokes, a quello folk di Joan Baez, a quello gitano dei Gipsy Kings, agli stravolgimenti punk di Sex Pistols e Nina Hagen. Eppure la leggenda racconta che il mitico “Blue eyes” quel pezzo lo cantò un po’ controvoglia, solo per far contento l’amico Paul Anka, che lo aveva scoperto in modo assolutamente casuale circa un anno prima. Dopo essere corso a Parigi per assicurarsene i diritti, lo aveva rivoltato come un calzino e gli aveva cucito addosso un testo in inglese. Infatti la versione originale l’aveva pubblicata nel 1967 Claude François e s’intitolava Comme d’habitude. Nato in Egitto da padre francese e madre italiana, come si usava all’epoca Claude ne aveva inciso una versione anche in italiano, Come sempre (testo di Andrea Lo Vecchio), ma evidentemente i discografici italiani non credevano in quel pezzo, infatti uscì come “lato B” di Se torni tu.
Comme d’habitude era entrata immediatamente nell’hit parade francese, e forse per questo Paul Anka l’aveva scoperta. Ma se il grande Frank non avesse accettato di cantarla, dandogli quel tocco in più con cui “The Voice” era capace di rivestire ogni singola nota, probabilmente di My way si sarebbe persa ogni traccia e oggi non se la ricorderebbe nessuno. Invece con quella melodia ruffiana, quel crescendo a effetto e le emozioni che regala la straordinaria voce di Sinatra è diventato un capolavoro immortale della musica leggera, cantata persino da insospettabili come Bob Dylan e Bruce Srpingtseen: la intonarono alla festa svoltasi all’auditirium di Los Inglese per l’ottantesimo compleanno di Frank. L’evento, intitolato Sinatra: 80 years my way, fu trasmesso dai canali televisivi di mezzo mondo e fu seguito da centinaia di milioni di telespettatori.
Delle migliaia di versioni esistenti, ne ho selezionato 20 che danno un’idea di come My way sia stata riproposta con ogni tipo di veste musicale. Se avete voglia di ascoltarne qualche versione, basta cliccare sul titolo.

My way di Frank Sinatra

Comme d’habitude di Claude François (versione originale in francese)

Come sempre di Claude François (versione in italiano)

My way dei Sex Pistols

My way di Nina Hagen (in tedesco)

My way di Frank Sinatra & Elvis Presley

My way di Robbie Williams

My way di Mina

A modo mio di Patty Pravo

My way di Fiorello

My way di Andrea Bocelli

My way di Fausto Papetti

My way di Aretha Franklin

My way di Nina Simone

A mi manera di Joan Baez

My way di Paul Anka

My way di Gigi D’Alessio & Paul Anka

So leb dein leben di Mirelle Mathieu (in tedesco)

My way di Ton Jones

My way di Celine Dion

Ecco la traduzione in italiano del testo originale:

E ora la fine è vicina

E quindi affronto l’ultimo sipario

Amico mio, lo dirò chiaramente

Ti dirò qual è la mia situazione, della quale sono certo.

Ho vissuto una vita piena

Ho viaggiato su tutte le strade

Ma più, molto più di questo

L’ho fatto a modo mio.

Rimpianti, ne ho avuti qualcuno

Ma ancora, troppo pochi per citarli

Ho fatto quello che dovevo fare

Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla.

Ho programmato ogni percorso

Ogni passo attento lungo la strada

Ma più, molto più di questo

L’ho fatto a modo mio.

Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo

Ho ingoiato più di quello che potessi masticare

Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio

Ho mangiato e poi sputato

Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi

L’ho fatto a modo mio.

Ho amato, ho riso e pianto

Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte

E allora, mentre le lacrime si fermano,

Trovo tutto molto divertente.

A pensare che ho fatto tutto questo;

E se posso dirlo – non sotto tono

“No, oh non io

L’ho fatto alla mia maniera”.

Cos’è un uomo, che cos’ha?

Se non se stesso , allora non ha niente

Per dire le cose che davvero sente

E non le parole di uno che si inginocchia

La storia mostra che le ho prese

E l’ho fatto a modo mio.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".