Francesco Di Bella. Tra sogni e progetti di potercela fare

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Non è mai stato facile farsi notare nel panorama della musica italiana. Specialmente per chi non è mai andato al Festival di Sanremo, e per chi non ha mai partecipato a un talent. Francesco Di Bella da Gianturco, quartiere di Napoli nei pressi della Stazione Centrale, in piena periferia urbana, ci prova con le sue forze espressive che sono quelle tipiche della tradizione mediterranea. E tanta concorrenza gli arriva anche da artisti napoletani che da decenni si battono nell’affollato panorama vesuviano. Giusto in questo periodo escono nuovi lavori di Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e Osanna.
Nuova Gianturco (La Canzonetta), primo album solista di Di Bella, è un album corale con la partecipazione di Dario Sansone dei Foja e Claudio “Gnut” Domestico (in Brigante se more, un omaggio a Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò dei Musicanova), quindi i musicisti Daniele Sinigallia (chitarre, programming e produzione artistica), Alfonso Bruno (chitarra acustica), Alessandro Innaro (basso), Cristiano de Fabritiis (batteria), Andrea Pesce (tastiere) e Marjorie Biondo (vocals) e Joe Lally storico bassista dei Fugazi.
C’è alternanza di brani, per raccontare storie di speranze e di sconfitte, di persone emarginate le cui vite, incrociandosi in una miscela di culture ed esperienze, generano sogni e speranze per un futuro da conquistare. Come succede nell’orecchiabile Aziz, con uno stralcio Rap a ricordare chi arriva dall’Africa nel disperato tentativo di fuggire da guerra e fame.
Tutti i brani hanno il comun denominatore di essere brevi, mediamente attorno ai tre minuti, senza dilungarsi in assoli strumentali. Si prova ad essere positivi, con Progetto, una ballata di speranza e sogno da realizzare, cui partecipa Neffa. Poi con Tre nummarielle si immagina che la fortuna arrivi anche dalla nostra parte, ma con la successiva Non ho più tempo tornano i dubbi di non farcela: tutta in italiano, ballata scorrevole, alla maniera di artisti dell’area romana, con Niccolò Fabi in testa.
È il ritmo che torna in aiuto con Blues napoletano, in dialetto, usato per gran parte delle canzoni, qui anche tanta chitarra elettrica. Molto adatto per le esibizioni dal vivo che l’artista farà in piccoli locali. Così l’album scritto dalla periferia, pensando alla periferia, arriverà nelle grandi metropoli.
Anche se non mancano le riflessioni che Di Bella esprime così a proposito della sua Gianturco: «Nella mente degli urbanisti, i grattacieli che svettano sullo sfondo della ex area industriale avrebbero dovuto rappresentare la cornice perfetta per la rinascita di un quartiere, da rendere moderno e all’avanguardia. E invece hanno solo sigillato una distanza ingombrante, allontanando ancor di più il mare e la speranza dall’immediato entroterra di Napoli».
Francesco Di Bella presenterà le sue nuove canzoni a Milano presso il Serranglio di Via Gualdo Priorato giovedì 13 ottobre, quindi a Roma, al Monk di Via Giuseppe Mirri il 14 ottobre.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).