Quella “follia” per Johnny Rotten

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In questo periodo si parla molto dei 40 anni del punk. Allora mi è venuto in mente che potrei raccontare la mia esperienza con i Sex Pistols nel 1996 anno del primo come-back della “Great Swindle of Rock and Roll”.
Bello tosto il ’96 per me, anno in cui ho organizzato di tutto e di più dai Pearl Jam ai Kiss, dagli Iron Maiden alla Dave Matthews Band, dagli Ac/Dc alla Phil Collins Big Band, dai Cure ai Metallica e tantissimi altri, senza dimenticare la terza ed ultima (per ora) edizione di Sonoria.
Anno in cui credevo, errore tipico dei promoter e producer di tutti i tempi e di tutte le latitudini, di poter fare sempre di più, di essere indenne dall’errore madornale e banale di sopravvalutarmi e di fare troppe cose pensando che il pubblico italiano le possa e le debba recepire.
Ecco che mi vengono offerti loro, i Sex Pistols, mai stati in Italia prima, ed io non contento di avere già in calendario a Milano Sonoria con 54 diversi artisti in tre palchi diversi e un One Day Festival a Roma intorno a David Bowie ed un One Day Festival itinerante con Santana, Joe Satriani e Phish, penso a creare intorno ai Pistols un One Day Festival sia a Milano che a Roma…
estate 1996Sepultura, Slayer, Iggy Pop, Bad Religion e, ciliegina sulla torta della mia palese “follia”, a Milano post Pistols chi ci vado a mettere? Massive Attack… sì, è proprio stato un… Massive Attack… ma alle mie coronarie, al mio petto (mi sono preso pure delle sassate addosso sul palco), alle mie finanze visti i costi sostenuti ed i risultati, diciamo così, non sufficientemente entusiasmanti al botteghino.
E vogliamo parlare di loro?
Concerto secondo me pessimo e conversazioni private ancora peggio proprio con lui, che fra l’altro io stimavo assai per i PIL.
Clima surreale con tanta gente che sfonda ai cancelli, sì proprio come negli anni ’70, e che una volta dentro crea tensione e lancia sassi e oggetti di varia natura ed io, come un fesso, che provo a salire sul palco per calmare le acque con l’unico risultato tangibile di prendermi dei bei sassi addosso… da non crederci se non fosse successo davvero…
Concerto dei Pistols ovviamente corto, anzi cortissimo e davvero poco coinvolgente.
C’est la Vie e si va avanti comunque.
PS: la serata romana fu trasmessa in diretta da Planet rock su RadioRai2 (allora succedevano ancora queste cose!). I conduttori in studio erano Paolo Gironi e Rupert, inviato all’Olimpico era Franz Roccaforte, e c’è un intervento di Luca De Gennaro. Qui sotto trovate il link per riascoltare il concerto. Lo show dei Sex Pistols inizia dopo un’ora e 25 minuti.

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Claudio Trotta
Tuttofare curioso e appassionato
  • glezos

    Verissimo, Claudio. Quella sera ero backstage con loro (ti ricordi Claudio Cingoli…?), e dire che fu tutto mooooolto deludente è un eufemismo. Capisco che passare alla cassa dopo 30 anni di Glitterbest e post-McLaren sarà anche stato legittimo, ma suvvia: non un colpo a sorpresa che fosse uno. Ricordo che camminavi su e giù dietro il palco con in faccia un’espressione che era tutta un programma. Sono solidale ancora adesso.

  • Antonella Gucci

    Volendo trovare il lato positivo…ti è rimasta un’esperienza e un’avventura da raccontare 🙂

  • Maurizio Ivan Lucenti

    Beh Claudio, che dire? Quanti ricordi… Proprio per aver voluto vedere i Massive Attack (davvero fuori contesto…) durante il viaggio di ritorno verso Reggio Emilia, fui lasciato, in piena notte, a piedi in autostrada dall’amico che guidava, e che fu preda di un momento di follia… In quanto a Rotten, andò peggio a me e Fulvio Bertolini che lo facemmo suonare per primi in Italia (coi PIL, alla festa dell’Unità di Reggio: non ricordo se con la Barley…): sassi a manetta e concerto finito dopo mezz’ora. Nel backstage lui davvero indisponente e strafottente…