Il sogno di Francesco. Mediare è tradire?

Avere un Ordine, stare nell'ordine, rivoluzione o mediazione?

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Il sogno di Francesco
di Renaud Fely, Arnaud Louvet
con Elio Germano, Jérémie Renier, Yannick Renier, Eric Caravaca, Marcello Mazzarella
Voto 6/7

Gli uccelli ci sono, le stimmate anche. Sono all’inizio e alla fine del Sogno di Francesco, che sembra una metafora del rapporto tra Utopia e Realtà, tra Speranza e Pragmatismo o l’eterno mal di pancia della sinistra nostrana. Tra la vulgata popolare e i miracoli è stretto un film di povertà francescana (letteralmente un vagabondare nella Natura ai margini della Società)  in cui i due autori, con una costruzione scarnificata, mettono a confronto la figura del santo e quella (esistita ma mai molto indagata) di Elia da Cortona, seguace della prima ora, della stessa classe sociale e colto come Francesco, che fu il mediatore tra il movimento e il papato nel momento cruciale della revisione della Regola. In sostanza si chiarisce che Francesco aggregava tutte le forze centripete e rivoluzionarie che la Chiesa stava per perseguire e colpire. Se ”addomesticava” la Regola, soprattutto nelle voci sull’obbedienza ai superiori, otteneva l’Ordine, e rientrava nell’ordine. Il povero Elia deve affrontare da studioso, credente, amico e diplomatico la forza travolgente del pazzo di Dio, che ragiona per categorie diverse. Ne esce un Francesco di dolce durezza, molto vicino all’immagine del Cristo venuto a portare la Spada. Ma era l’epoca in cui i papi portavano le armature. Gli uomini nel mezzo ne uscivano ammaccati.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori