Ligabue: «Però la storia non finisce qui»

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Ieri sera Ligabue ha sorpreso una volta ancora i suoi fan collegandosi in diretta su Facebook, mostrando in anteprima la copertina di Made in Italy e rivelando la tracklist.
Subito dopo aver letto i titoli dei 14 brani, ha commentato con un sorriso beffardo: «però la storia non finisce qui… Dopodiché più avanti vi spiegherò ancora un po’ meglio il perché.». Ovviamente sono subito partite le congetture tra i fan. Alcuni hanno collegato questa frase ai concerti che saranno annunciati prossimamente: «Ce ne saranno anche a maggio». E, aggiungo io, magari anche oltre.
Altri hanno addirittura ipotizzato un Made in Italy parte seconda: tempo fa, infatti, Luciano disse che aveva scritto molto materiale («Più di 20 canzoni»), mentre ora si sa che in questo disco ce ne sono 14. Certo, trattandosi di un concept album, suddividerlo in due parti sarebbe piuttosto bizzarro. Ma che il Liga sia artisticamente bulimico non lo scopriamo mica adesso!
Tornando ai brani di cui ha rivelato il titolo, alcuni li ha definiti “quasi inediti”, infatti oltre al singolo già uscito da un po’, ce ne sono altri tre che ha cantato nei due concerti del Liga Rock Park. Stando alle reazioni dei fan sul web, il titolo che ha colpito maggiormente è È venerdì, non rompetemi i coglioni. Ma per ascoltarlo e leggerne il testo bisognerà aspettare ancora un po’. Invece i testi di tre canzoni, oltre a quello di G come giungla, si possono già leggere. Eccoli, preceduti da alcune parole dette dallo stesso Ligabue presentandoli a Monza.

LA VITA FACILE

Musicalmente si basa su un classico giro rock di quelli che ti fanno muovere il piedino fin dal primo ascolto. «Il protagonista», spiega Luciano, «si lascia andare ad alcune riflessioni sulla propria vita. Pensa a quello che gli è successo, ma soprattutto a quello che gli succederà in futuro».

È stato un attimo
e invece è mezza vita
per l’altra mezza vediamo
i mezzi sogni da mezzi addormentati
magari li ritiriamo.

Il rock’n’roll
puzzava di rivoluzione
sapeva di aspettative
in un paese che era tutto da rifare
ma si voleva rifare.

Qualcuno urlava
il tempo non aspetta
le scuse son finite
adesso avanti tutta
dicevo: “giusto
che avrei un po’ di fretta
si sta facendo tardi”.

Chissà com’è
la vita facile
chissà quand’è
chissà dov’é
ce l’ha con me
la vita facile
la vita che aspetto
che so che mi aspetta
dev’essere stata tenuta da parte per me.

È stato un attimo
che sta durando troppo
bloccato dentro il mio giro
mi son bevuto
le promesse che hanno fatto
non c’è più niente da bere
è stato un attimo
che non vuol finire
e il gioco è sempre più duro
in un paese che fa finta di cambiare
e intanto resta a guardare.

Qualcuno urlava
le cose son complesse
ci vuole un po’ di tempo
e comunque non adesso
dicevo: “ecco
ho già capito tutto
si sta facendo tardi”.

Chissà com’è
la vita facile
chissà quand’è
chissà dov’è
ce l’ha con me
la vita facile
la vita che aspetto
che so che mi aspetta
dev’essere stata tenuta da parte per me.

Chissà com’è
la vita facile
chissà quand’è
chissà dov’è
ce l’ha con me
la vita facile.

HO FATTO IN TEMPO AD AVERE UN FUTURO

Musicalmente è un brano molto sorprendente, con le sue venature R&B, accentuate durante i concerti di Monza dall’intervento del trio di fiati composto da Massimo Greco (tromba e filicorno), Corrado Terzi (sax baritono) ed Emiliano Vernizzi (sax tenore e sax soprano). «Il personaggio», spiega ancora il Liga, «stavolta riflette sulle disillusioni che ha vissuto, le promesse politiche non mantenute. Però, conclude, il prezzo che ha pagato non è poi così alto rispetto al fatto di averci potuto credere».

Ho fatto in tempo ad avere un futuro
che non fosse soltanto per me
più che un’ipotesi era sicuro
era per tutti era con te.

Ho fatto in tempo a perdere tempo
in cambio di un sogno, un pezzo di idea
a conti fatti non ho perso niente
era un buon cambio e la scelta era mia.

Si trova sempre una ragione per brindare
o ricordare
o dimenticare
oppure stare solamente svegli
al limite dei sogni.

Si trova sempre una ragione per restare
o continuare
o ricominciare
e scivolare sugli stessi sbagli
al limite dei sogni
al limite dei sogni.

Ho fatto in tempo a imparare a volare
senza dovere guardare giù
e non conoscere certe paure
che nel frattempo sono di più.

Ho fatto in tempo a morire ogni tanto
sono ripartito eccomi qua
e addirittura mi son reso conto
di cosa è fatta la mia verità.

Si trova sempre una ragione per brindare
o ricordare
o dimenticare
oppure stare solamente svegli
al limite dei sogni.

Si trova sempre una ragione per restare
o continuare
o ricominciare
e scivolare sugli stessi sbagli
al limite dei sogni.

Ho fatto in tempo a dire che palle
quelli che un tempo era meglio che mai
porta pazienza se faccio di peggio
ma è solo stasera, mi passa vedrai.

Ho fatto in tempo ad avere un futuro
che fosse molto più grande di me
magari ne merito un altro nuovo
dove comunque ci sei anche te.

DOTTORESSA

Dice ancora Luciano: «Qui il protagonista un bel giorno decide di fare qualcosa. Ha un piccolo incidente, niente di grave, ma finisce in un ospedale. Dove conosce una dottoressa molto, ma moooolto brava!». Musicalmente è un giro che ricorda vagamente Brown sugar dei Rolling Stones. Ovviamente il testo va letto con la dovuta ironia.

La dottoressa viene a visitare
quell’aria lì così professionale
si chiude dentro chiude il mondo fuori
qui soli siamo soli.

Mi guarda fisso e dice “dica pure:
racconti ancora di quei capogiri”
e io che ce n’ho uno proprio ora
non vede? Non lo vede?

Controlli bene e poi
agisca casomai
ci pensi lei
ci pensi lei
ci pensi lei.

Dottoressa
mi guarisca
metta insieme tutti i pezzi di
quel che resta
faccia presto
c’è da fare un po’ di pulizia
nella testa
e nel resto
sto aspettando il tocco
che c’ha solo lei
c’ha solo lei.

La dottoressa si avvicina ancora
non ho capito come ascolta il cuore
ma vedo come prende la pressione
che brava com’è brava.

La medicina
la medicina
io mi ricordo come stavo prima
la medicina la dottoressa ce l’ha mi sa che ce l’ha
la medicina
la medicina
quei giorni che finisci la benzina
la medicina la dottoressa ce l’ha ce l’ha ce l’ha.

Dottoressa
mi guarisca
metta insieme tutti i pezzi di
quel che resta
faccia presto
c’è da fare un po’ di pulizia
nella testa
e nel resto
sto aspettando il tocco
che c’ha solo lei
c’ha solo lei.

La dottoressa poi mi dà la mano
le chiedo se ripasserà domani
bisogna prendere ogni precauzione
non crede? Non lo crede?

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".