Moto Z Play e scatti con Hasselblad

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La famiglia Moto Z di Motorola si arricchisce di un nuovo modello, Z Play, fratello minore, ma non troppo, dei già noti Moto Z e Moto Z Force. Moto Z Play è dotato di una batteria “ipertrofica” ed è compatibile con i Moto Mods, i nuovi moduli accessori che
permettono di costruirsi un device “su misura”. Z Play si fa notare immediatamente per il design sottile e ultra leggero, incorniciato da una solida struttura in alluminio con un elegante retro in vetro. La scocca racchiude una batteria con capacità, secondo la casa, fino a 50 ore per un utilizzo non-stop per più giorni. Moto Z Play è dotato di un processore octa core da 2,0 GHz, ha un display 1080p HD Super AMOLED da 5,5 pollici e 3 GB di memoria RAM. La fotocamera posteriore da 16 MP è laser con messa a fuoco automatica. Quella frontale ha il grandangolo e il flash LED.
Ma la novità più importante è che anche questo device, come già Moto Z, può utilizzare i Moto Mods, le cover magnetiche esclusive di Motorola da agganciare sul retro, che consentono di espandere le funzionalità dello smartphone. La famiglia di Moto Mods comprende già l’altoparlante JBL SoundBoost, il proiettore Insta-Share e i Power Pack Incipio. A questi si aggiunge ora Moto Mod Hasselblad True Zoom. Realizzato in collaborazione con Hasselblad, il leggendario marchio di fotografia, permette esperienze di imaging avanzate grazie allo lo zoom ottico 10x, al flash Xenon e alla posibilità di di scattare le foto in formato RAW. I controlli fisici per lo scatto e lo zoom assicurano la massima maneggevolezza e si può accedere al software Phocus di Hasselblad per modificare le immagini in modo semplice e ottimale. Le foto si possono condividere all’istante grazie al backup automatico e allo storage illimitato e gratuito di Google Photos+. Moto Z Play è Hasselblad True Zoom sono già disponibili in Italia al prezzo rispettivamente di 499.99 € e 259.99 €.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.