Nomadi: 25 anni di successi in una nuova veste (Intervista)

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Gente come Noi è il quindicesimo album di inediti della carriera dei Nomadi. In particolare è l’ultimo disco che è stato completato in studio da Augusto Daolio. Uscì il 18 Ottobre del 1991, diventando immediatamente un classico e riportando in classifica la band di Novellara dopo anni di oblio.

Oggi, per festeggiare i 25 anni di quell’album, esce Gente come noi – 25th Anniversary Edition, una raccolta in due versioni, standard e deluxe: la prima che contiene l’album originale interamente rimasterizzato ed arricchito da 6 bonus tracks. La seconda invece è arricchita da Gente come Noi In Concerto, la registrazione del live al Teatro Smeraldo di Milano in cui, oltre ad alcune storiche canzoni, i Nomadi suonarono i brani dell’album appena uscito.

Abbiamo parlato con Pietro Casarini, ideatore del progetto, che ci ha raccontato come è nata questa idea.

<<Il progetto nasce da un legame personale che ho con questo disco e con quel periodo particolare, e quindi innanzitutto dalla passione. Gente come Noi è stato un disco spartiacque che ha riconsegnato i Nomadi alla discografia italiana ed ai media valutandoli per ciò che realmente valevano e riportandoli dove meritavano di stare. Li ha fatti considerare contemporanei togliendo loro quell’etichetta a senso unico, inaccettabile e svilente per chi è da sempre presente nella musica, di band rimasta cristallizzata negli anni 60.>>

Leggendo la tracklist del disco si nota come ognuna di queste canzoni abbia le sue particolarità.

<<Se volessimo “incasellarlo” in un’ipotetica classifica di importanza, per quanto sia ingiusto farlo parlando di musica, Gente come Noi potremmo paragonarlo al primo album dei Nomadi, per la sua energia umana, l’entusiasmo nel farlo, lo spessore di musica ed i testi. La forza di Gente come Noi è che se tu lo senti oggi non è un disco che suona datato, ma lo si ascolta piacevolmente, anche perché contiene tematiche attualissime. Non a caso il Dizionario 2016 Zanichelli del Pop-Rock lo definisce “Un album dove non c’è una canzone sottotono”. Penso al brano Salutami le stelle: è una lettera che un immigrato scrive ai propri cari rimasti nel paese d’origine, raccontando il proprio disagio ad integrarsi, argomento che leggi quotidianamente da anni nelle notizie odierne . Tra gli altri temi presenti troviamo la piaga del narcotraffico ne Il Serpente Piumato, l’ecologia in Ricordati di Chico raccontata attraverso la storia di chi ha pagato con la vita il seguire un ideale, in questo caso Chico Mendes (il sindacalista brasiliano ucciso per la sua lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica, ndr) ed Uno come Noi, dedicata al Rivoltoso Sconosciuto, il ragazzo cinese diventato famoso durante la protesta di piazza Tienanmen a Pechino, quando fermò i carri armati mettendocisi fisicamente davanti. C’è un omaggio al pittore Antonio Ligabue, di cui Augusto era ammiratore, Cammina Cammina che è una sorta di Io Vagabondo anni ’90 e Ma che film la vita, canzone che ha segnato la storia dei Nomadi, legandosi in particolar modo alla prematura scomparsa di Augusto nel 1992.>>

Questa 25th Anniversary Edition si presenta in due formati: standard e deluxe.

<<L’edizione standard ha un solo cd con le 11 canzoni dell’album originale più la bonus Dam Un Bés, brano che ai tempi fu interpretato sia in italiano che in dialetto reggiano. Nel disco, ai tempi, fu inserita solo quest’ultima che però ha il titolo in italiano (Dammi Un Bacio). Dam Un Bés, invece (col testo in italiano) era presente solo in un paio di formati promozionali. È rimasta quindi praticamente inedita ed è una chicca di Gente come noi – 25th Anniversary. Inoltre, sempre nella versione a un cd sono presenti alcune basi musicali originali, quelle su cui Augusto ha cantato le canzoni in studio, tanto per intenderci. La versione deluxe conterrà il cd della standard più altri due dischi con il concerto della prima data del Gente Come Noi Tour, registrato al Teatro Smeraldo di Milano il 21 Ottobre 1991, tratto dalla videocassetta che fu prodotta all’epoca. Particolare non da poco: tutti i brani sono rimasterizzati. È stato fatto il massimo possibile in fatto di volumi, dinamiche e tutto ciò che oggi offre la rimasterizzazione di un’opera che ha 25 anni per allinearla allo standard qualitativo di oggi. Aggiungo inoltre che è stata effettuata una ricerca durata mesi per potere inserire nei cd la scaletta integrale suonata allo Smeraldo, di oltre 3 ore di durata. Purtroppo, non per colpa della Warner né dei Nomadi, i nastri originali sono andati perduti. E ricercando ho scoperto a malincuore che, insieme a questo, un’ingente quantità di concerti degli anni ’90 di artisti italiani è completamente sparita.>>

Un disco che, come dicevi prima, ha riportato i Nomadi dove meritavano di stare.

<<Il disco vendette 100.000 copie in pochissimo tempo. Per i Nomadi fu un grandissimo risultato. Trasmissioni televisive importanti che li avevano snobbati fino a quel momento si trovarono costrette ad ospitarli perché il disco andava forte rimanendo saldamente ai primi posti delle classifiche. Ci furono poi delle iniziative importanti, una su tutte la marcia della Pace tra i popoli Perugia-Assisi, che culminò con il loro concerto trasmesso dalla RAI. Tutto questo grazie a Gente come noi.>>

Proprio una settimana fa ricorreva l’anniversario della scomparsa di Augusto.

<<Ti voglio raccontare questa storia: io, ai tempi, ho vissuto in prima persona quella che è stata l’ideazione, la gestazione e la realizzazione di Gente come Noi. Mi ricordo che andavo spessissimo a casa di Beppe Carletti, in questa tavernetta che per me rappresentava un posto magico. Lì, attorno a un lungo tavolo di legno, con tastiera e fogli pieni di pensieri e testi, lui e Augusto si trovavano a scrivere e provinare i pezzi. Momenti emozionanti che mai dimenticherò. Non c’è da stupirsi perciò che le canzoni di Gente come Noi mi appassionarono da subito. Nel 1991 inoltre feci l’obiettore di coscienza e per i dieci giorni di licenza ordinaria chiesi ad Augusto e Beppe di portarmi con loro in tour al sud. Risposero “Senza problemi!”. Mi sarei solo dovuto organizzare il ritorno perché loro avrebbero proseguito il tour oltre i miei giorni di permesso. Ti sto raccontando questo perché Gente come Noi nell’estate del ’91 non era ancora uscito ma quando quei miei dieci giorni da sogno terminarono, al momento dei saluti Augusto mi prese da parte e mi consegnò una musicassetta da 50 minuti: “Questa è tua, dentro c’è Gente come Noi, l’album finito così come uscirà ad ottobre!”. Fu un regalo splendido ma soprattutto un atto di fiducia enorme. Mi feci un viaggio notturno di 12 ore, da Capo d’Orlando fino a Reggio Emilia, senza chiudere occhio dall’emozione ascoltandolo ininterrottamente.>>

Concluderei col chiederti cosa vedi nei Nomadi di adesso che c’era anche nei Nomadi di quel periodo.

<<Guarda, ti rispondo citandoti proprio Augusto. C’è un’intervista del 1985 in cui lui afferma quanto importante sia l’idea di gruppo, di fare squadra, di essere parte di un nucleo compatto che produce cose belle, si diverte e allo stesso tempo condivide gioie e dolori con altri compagni di viaggio. È un’idea forte che non va mai abbandonata. Secondo me quello è il senso di tutto ciò che sta dentro e intorno ai Nomadi. Allo stesso modo cambiano le persone dentro e fuori, si cresce, ci si arrabbia, si gioisce, che tu faccia parte del gruppo sul palco o sia tra coloro che ascoltano. Alla luce di questo e considerando che i mutamenti sono naturali, fanno parte della vita e sono imprevedibili, ciò che mi sento di affermare è che dei Nomadi di allora e dei Nomadi di oggi sono rimasti semplicemente… i Nomadi!>>.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.